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Coronavirus, inizia la contrazione del risparmio gestito

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

26 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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Assogestioni esce con la sua mappa mensile del risparmio gestito, e la fotografia risultante inizia ad avere tinte fosche: l’effetto coronavirus comicia a farsi sentire già a febbraio

Le avvisaglie dello scossone da coronavirus sul risparmio gestito italiano arrivano purtroppo già a febbraio. Il salvadanaio delle famiglie italiane vede infatti un drenaggio di 406 milioni di euro.

Comunque, il patrimonio nazionale i gestione si attesta nel complesso a 2.292 miliardi di euro. Le gestioni collettive (48,6% del totale, 1,115 miliardi) registrano deflussi per -1,1 miliardi di euro. All’interno di queste, a soffrire sono i fondi aperti, con richiami per 1,522 miliardi di euro. Risultano invece ancora fiduciosi a febbraio gli investitori in fondi chiusi, sottoscrittori per 458 milioni di euro. Positivo anche l’andamento delle gestioni di portafoglio (51,4% delle masse totali, 1.177 miliardi): + 658 milioni.

Risparmio italiano gestito e coronavirus, ci si rifugia nelle amate obbligazioni (italiane)

Nel tempo del bisogno ci si conferma tradizionalisti. Le categorie che i risparmiatori italiani preferiscono a febbraio sono quelle obbligazionarie, che vedono afflussi per 1,5 miliardi di euro. Bene anche i fondi monetari, su di un miliardo, e i fondi bilanciati che aumentano di 695 milioni.

In territorio negativo invece i flussi verso le altre categorie del risparmio. I fondi azionari registrano deflussi netti per 2,45 miliardi, mentre quelli i flessibili scendono di 2,21 miliardi. Risentono delle tinte fosche del panorama economico soprattutto i fondi di diritto estero. Questi ultimi perdono infatti che all’incirca 1,16 miliardi di flussi netti; quelli di diritto italiano invece limitano le perdite a 361 milioni.

Gli attori principali dell’industria

L’operatore maggiore dell’industri, il gruppo Generali, registra richiami da parte dei risparmiatori per 35, 8 milioni di euro. Il suo patrimonio in gestione si attesta a 526,38 miliardi, in contrazione da gennaio anche a causa di un effetto mercato pari a -0,2%. In seconda posizione il gruppo Intesa Sanpaolo vede contrarsi le sue masse dai 429,2 miliardi a 422,73 miliardi. In questo caso, le sottoscrizioni nette in febbraio sono state positive e pari a 264,9 milioni, ma l’andamento dei mercati ha pesato per il -1,6% del valore degli aum. Amundi infine presenta una raccolta mensile netta negativa pari a 968,6 milioni, con il patrimonio in gestione che passa da 197,57 a 193,19 miliardi. In quest’ultimo caso l’effetto mercato è pari al -1,7%.

Teresa Scarale
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