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Bnp Paribas Am, costruire un vincente portafoglio attivo/passivo

Bnp Paribas Am, costruire un vincente portafoglio attivo/passivo

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Francesca Conti
Francesca Conti

03 Aprile 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per Mossetto i principali rischi per i mercati dei prossimi mesi riguardano il rallentamento dell’attività economica, la riduzione degli stimoli e i movimenti geopolitici

  • Secondo il manager l’aumento della volatilità “è una situazione molto positiva per gestori attivi: si sono create più occasioni per gestire ritorni nel medio termine”

  • Per Mossetto bisogna puntare su “un’allocazione flessibile in linea con l’evoluzione delle dinamiche di rischio di mercato”

Al Salone del Risparmio 2019, Andrea Mossetto di Bnp Paribas Asset Management spiega come gestire strumenti attivi e passivi per una costruzione efficiente del portafoglio in un contesto complesso come la prima parte del 2019

Come utilizzare in maniera efficiente strumenti attivi e passivi nell’asset allocation di portafogli diversificati? Per rispondere a questa domanda, Andrea Mossetto head of multi-asset & structured investment specialist di Bnp Paribas Am durante il Salone del Risparmio 2019, traccia un quadro dell’anno appena trascorso.

“Il 2018 – ricorda Mossetto – è stato un anno molto difficile per la diversificazione. Non ci sono state asset class in grado di generare un ritorno superiore al 3%. Si è verificata una situazione anomala dove la diversificazione non ha giocato il suo ruolo. L’anno scorso è stato particolarmente arduo, per diversi motivi, in particolare per via della politica di normalizzazione da parte della Fed e per via di un dollaro molto forte”.

A inizio 2019 “abbiamo notato che lo storno dell’ultimo trimestre del 2018 è stato sopravvalutato. Il rally di quest’anno, quindi, è stato in parte dovuto ad una over reaction degli investitori lo scorso anno. La crescita sta rallentando in Europa e Stati Uniti, con la crescita del Pil di Washington che rimane la locomotiva dei Paesi sviluppati. Rimane una crescita positiva e la Cina non è ancora riuscita a passare da un’economia di stimoli a un’economia di consumi”, continua il manager. Secondo Mossetto sono tre i principali rischi per il 2019:

  1. Rallentamento dell’attività economica
  2. Riduzione degli stimoli
  3. Rischi geopolitici (Brexit, gilet gialli e altri)

Cosa sosterrà la crescita nel 2019 e oltre? Secondo il manager “i mercati azionari. Ci aspettiamo nel breve un momento di ‘pausa’ di mercato. Ma in questo momento, dove sui mancano due fattori importanti (Qe e buy back azionario), crediamo che nei prossimi mesi ci sarà un po’ più di volatilità, quella che tutti annunciano da un paio di semestri a questa parte. Questo avverrà se durante la earning season gli earning per share rimarranno forti”.

Con il “cambio di regime di volatilità nel 2018, siamo passati da livelli molto bassi e anonimi a più alti. Non sono ancora bassi, ma c’è stato un cambio di tendenza. Questa è una situazione molto positiva per gestori attivi: si sono create più occasioni per gestire ritorni nel medio termine”, aggiunge Mossetto.

Costruzione del portafoglio

Come costruire un portafoglio multiasset bilanciato? Il manager di Bnp individua sei passaggi fondamentali:

  1. Definizione degli obiettivi in termini di target di volatilità e universo di investimento
  2. Allocazione budget di rischio, sia strategica, definita in budget di rischio, sia per quanto riguarda il risk budgeting che deve essere granulare all’interno del bucket azionario
  3. Scelta degli strumenti, fondi o Etf, derivati su indice. Utilizzare liquidità e diversificazione come un criterio chiave di selezione
  4. Riequilibrio dinamico, con un quotidiano ribilanciamento attraverso l’approccio risk target. Effetto leva e costi di transazione sono presi in considerazione
  5. Overlay di portafoglio, attraverso derivati. Asimmetria opzionale per permettere una migliore gestione dei punti di flessione di mercato
  6. Best execution, attraverso il controllo sugli ordini inviati, un’analisi degli strumenti decisionali e delle best execution tra le diverse controparti coinvolte

Secondo Bnp Paribas Am, “una costruzione di portafoglio ‘risk based’ aiuta a compiere delle scelte razionali che si sposano con un posizionamento core di portafoglio per i risparmiatori con un orizzonte di investimento di medio periodo”. Mettendo il rischio al centro della strategia di asset allocation, spiega Mossetto, si ottiene:

  • Un’allocazione flessibile in linea con l’evoluzione delle dinamiche di rischio di mercato
  • Una perdita massima contenuta rispetto a una gestione in pesi fissi
  • Dei rendimenti aggiustati per il rischio migliorati
  • A ipotesi iniziali equivalenti, cambiando il livello di rischio obiettivo di portafoglio, si ottengono dei risultati lineari

In questo senso, il gestore è chiave nel:

  1. Determinare l’asset allocation di portafoglio (universo di investimento e attivi opportunistici)
  2. Mettere in piedi le coperture di portafoglio per gestire al meglio i punti di flessione
Francesca Conti
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