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Anche gli hedge fund vogliono i finanziamenti statali

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Livia Caivano
Livia Caivano

07 Maggio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Negli Usa alcune società del risparmio gestito hanno fatto domanda per accedere al primo round di finanziamenti da 350miliardi del Ppp

  • Secondo la Small Business Administration però, “Gli hedge fund e le società di private equity sono impegnati in investimenti e speculazioni e pertanto non sono idonee a beneficiare di questi prestiti eccezionali”

Il Paycheck Protection Program è il programma economico di sostegno alle piccole imprese per il quale il governo americano ha stanziato 350 miliardi di dollari nel suo primo round. Ma la definizione delle società che possono aderirvi non è chiara e negli Usa hedge fund e società di private equity hanno provato a fare domanda. Ecco com’è finita

La Small Business Administration, l’agenzia governativa degli Stati Uniti che fornisce supporto agli imprenditori e alle piccole imprese ha detto che no, hedge funds e società di private equity non hanno diritto ad accedere ai sovvenzionamenti previsti dal Paycheck Protection Program (Ppp, lo storico pacchetto di stimoli economici, messo in piedi dall’amministrazione Trump per le piccole imprese in difficoltà a causa del coronavirus). E’ stato necessario precisarlo perché nelle scorse settimane alcune società del risparmio gestito avevano fatto domanda per accedere al primo round di finanziamenti da 350miliardi – prima di loro anche alcune grandi aziende pubbliche, università e grandi catene di ristoranti ci avevano provato. Dura la risposta: “Gli hedge fund e le società di private equity si occupano di investimenti e speculazioni e pertanto tali attività non sono idonee a ricevere un prestito Ppp”, ha affermato l’agenzia in un comunicato.

Il pacchetto offre prestiti per coprire buste paga, affitto e servizi di pubblica utilità fino a otto settimane. Alcuni hedge fund hanno fatto domanda, precisando di avere meno di 500 dipendenti: per evitare di dividere le commissioni molti fondi speculativi hanno infatti pochi dipendenti nonostante le grandi masse gestite.

La questione ha spaccato l’opinione pubblica, tra quanti (soprattutto commercianti) definiscono ‘moralmente scorretto’ aiutare società di investimento, e chi invece sostiene che in quanto piccole imprese anche queste realtà affrontino le stesse difficoltà di piccoli business come parrucchieri, ristoranti e lavanderie.
Alcuni sostengono che in effetti, non i big del risparmio gestito, ma le piccole società appena nate e ancora in fase di raccolta di capitali, potrebbero aver diritto alla liquidità – solo perché una società maneggi denaro, infatti, non è detto che al suo interno ci lavorino persone facoltose, e qualcuno potrebbe trovarsi in stato di necessità.

La Managed Funds Association, il gruppo industriale americano degli hedge fund, si è opposto all’utilizzo dei prestiti, anche se in modo meno rigoroso: “Sebbene riconosciamo che ogni manager deve prendere le proprie decisioni in merito alla fattibilità della propria azienda, le linee guida che abbiamo dato ai nostri associati dicono che il denaro del Ppp non è destinato agli interessi generali della partnership dei dirigenti”. La normativa in effetti non è chiara: mentre le regole chiariscono in maniera inequivocabile che le banche e le compagnie assicurative non sono possono accedere ai prestiti previsti per le piccole imprese, il dettato normativo è più oscuro riguardo hedge fund e società di private equity. Ora la presa di posizione dell’Sba dovrebbe mettere a tacere le polemiche – almeno fino al prossimo round.

Livia Caivano
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