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Aerospaziale, un investimento unico

11 Maggio 2018 · Teresa Scarale

  • Le aree ad alto rendimento per gli investimenti odierni nel settore aerospaziale sono diverse

  • Le conseguenze dell’attuale struttura della domanda garantiranno un andamento aciclico dell’industria.

Il settore aerospaziale presenta caratteristiche pressoché uniche per gli investitori. In costante crescita secolare, non accenna a contrarsi.E le innovazioni degli ultimi anni lo hanno reso ancora più redditizio.

L’industria aerospaziale ha un trend di crescita che è secolare. Negli ultimi trent’anni il numero di passeggeri a livello globale è cresciuto tra il 5% e il 6%: il doppio del Pil mondiale. Lungi dall’essere omogeno, il settore aerospaziale è vasto e composito. Si passa da realtà mastodontiche come Boeing e Airbus, a società più piccole, come Ryanair fino a quelle dell’industria della difesa, come Lockheed Martin e Northrop Grumman.

Ne parla nella sua ultima analisi Todd Saligman, analista equity investment di Capital Group, il quale vi individua nello specifico tre aree di investimento.

Primo. La grande assente di questo trend è stata fino a oggi l’Asia. Proprio in Oriente però, e in segnatamente in Cina, si sta consolidando la middle class. Fra le sue aspirazioni di consumo maggiori, vi è sicuramente quella di viaggiare. Lo confermano i dati: nell’ultimo anno in Asia 100 milioni di persone hanno preso un aereo per la prima volta nella loro vita. Nonostante questo, la penetrazione dei viaggi aerei in Cina si attesta intorno al valore che negli Usa si registrava negli anni Sessanta.

Secondo. I pezzi di ricambio. Più gli aerei viaggiano, più bisogna manutenerli. E le flotte attuali sono relativamente vecchie. Se non per espandere il parco macchine, le compagnie aere acquistano nuovi pezzi per rimpiazzare i vecchi. Come per le auto, anche per il settore aerospaziale i motori di nuova generazione sono più efficienti per quanto riguarda i consumi. La loro efficienza si aggira attualmente tra il 15% e il 20% rispetto al passato.

Terzo. Materiali e progettazione. L’ingegneria aerospaziale ha introdotto importanti innovazioni nell’ambito dei materiali, per quanto riguarda leggerezza e convenienza economica. Caratteristiche che contribuiscono al 15% – 20% di guadagno dell’efficienza.

Negli ultimi dieci anni poi è stata significatica anche la crescita della domanda di aeromobili. Il book-to-bill, ossia il rapporto tra ordini e capacità produttiva, è stato superiore a 1 in nove su dieci anni. In altre parole, gli ordini di nuovi velivoli sono stati maggiori del numero totale di aerei prodotti per nove degli ultimi dieci anni. La naturale conseguenza è una consistente lista di ordini arretrati in carico agli Oem, gli Original Equipment Manufacturers, ossia i produttori di apparecchiature originali.

Boeing e Airbus, i principali produttori, hanno attualmente ordini per circa 13.000 aeromobili che devono ancora essere prodotti.

Prima conseguenza. L’industria sarà interessata da una crescita sostenuta a seguito dell’incremento dei tassi di produzione. Seconda conseguenza. Considerando l’arretrato, il settore non dovrebbe essere permeabile alle fluttuazioni del ciclo economico come in passato.

Il dato delle commesse è impressionante, 13.000 aeromobili, molti più di quanti mezzi siano in grado di produrre gli Oem. Se fosse mantenuta l’attuale capacità produttiva servirebbero dai sette agli otto anni per evadere la totalità degli ordini. Quali altre società nel mondo possono dire di aver già di fatto venduto tutta la propria produzione di qui a quasi dieci anni?

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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