PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

I Pir risorgeranno? C'è una proposta unitaria di modifica

I Pir risorgeranno? C'è una proposta unitaria di modifica

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

22 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Il governo ha riformulato in unico articolo la sua proposta unitaria sulla modifica alla disciplina dei Pir

  • La riforma è urgente: gli ultimi dati di Assogestioni confermano infatti una raccolta netta negativa a fronte di performance molto positive del prodotto

  • Positivi i primi riscontri dell’industria del risparmio gestito e del wealth management

La nebbia calata sui Pir accenna a dissolversi? L’ultima mappa di Assogestioni fotografa il desolante continuo deflusso di capitali dall’ex stellina del risparmio gestito, ma una proposta di modifica del governo potrebbe cambiare la prospettiva

Modifica Pir: potrebbe passare vincolo 5%

I Pir (piani individuali di risparmio) torneranno all’antico splendore? Il governo ha riformulato in unico articolo la sua proposta unitaria sulla modifica alla disciplina dei Pir. L’emendamento (votazione prevista per lunedì 25/11/2019), prevede l’ingresso di una riserva unica del 5% dedicata alle società di media e piccola capitalizzazione. Attualmente i vincoli sono due e pari a una soglia di almeno il 3,5% dell’investimento da destinare a società quotate sull’Aim [alternative investment market] e di almeno il 3,5% da convogliare in venture capital.

Le performance positive chiamano una riforma

Il mondo del risparmio gestito ha urgenza di una riforma dei Pir. Secondo gli ultimi dati ufficiali di Assogestioni (ripresi dall’ultimo monitor di Equita) nel terzo trimestre 2019 infatti i fondi Pir hanno registrato una raccolta netta negativa di 353,7 milioni, che si aggiunge ai -361 milioni del secondo trimestre. Con ciò, i deflussi netti da inizio anno raggiungono i 717 milioni di euro, rispetto a una stima degli analisti di Equita  di -700 milioni per l’interno 2019.

A fronte di dati di raccolta negativi, le performance dei fondi Pir Ytd (year to date) sono però molto positive. Gli Aum totali promossi dai 69 fondi Pir sono pari a 18,5 miliardi, sostanzialmente in linea rispetto alla fine del secondo trimestre (-0.1%), grazie all’andamento positivo dei mercati.

Pir, chi sono i numeri uno a oggi

In termini di masse gestite, leader si conferma Banca Mediolanum, con una quota di mercato del 22%. Segue il gruppo Intesa Sanpaolo con il 20%. Infine, Amundi (16%), Arca (11%) e Anima (8%).

L’andamento della raccolta mostra come le modifiche apportate dal governo gialloverde alla normativa sui Pir hanno di fatto bloccato questo strumento. Si spera adesso nella proposta di modifica presentata con gli emendamenti alla manovra. Assogestioni ritine che la soluzione migliore sia tornare alla versione originale della norma, eliminando quindi i limiti minimi all`investimento su Aim e venture capital, di fatto il freno alla corsa del prodotto.

Il commento di Mediobanca

Anche gli analisti di Mediobanca Securities salutano con favore la proposta del vincolo del 5% per i Pir, con l’eliminazione delle soglie precedenti. La modifica potrebbe infatti essere di supporto per una futura ulteriore espansione dei Pir stessi. Mediobanca ricorda inoltre che un ripensamento delle attuali regole potrebbe generare un’immediata spinta sui prezzi, “portando le small & mid cap italiane a trattare allo storico premio che le caratterizza rispetto alle aziende a grande capitalizzazione”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: PIR Assogestioni Italia Mediobanca Equita
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "PIR"
ALTRI ARTICOLI SU "Assogestioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Italia"