PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Wall Street macina record, qual è la meta secondo Kames Capital

30 Agosto 2018 · Teresa Scarale · 2 min

  • So bullish. E gli utili?

  • In qualche modo, c’entra sempre il quantitative easing

  • Un treno arriva sempre all’ultima fermata, prima di ripartire. Quale sarà quella di Wall Street?

Wall Street ha sfondato il più alto tetto rialzista di sempre, pur non avendo eguagliato i guadagni degli anni Novanta. Fino a quando continuerà questa corsa, finirà in una bolla? Se lo chiede l’investment manager equities Kames Capital, Carolyn Bell

Fino a quanto continuerà la fase bullish di Wall Street?

Risponde Carolyn Bell, di Kames Capital

La definizione di “mercato rialzista più lungo della storia” è sicuramente d’impatto, ma non deve essere intesa come sinonimo di bolla o fenomeno prossimo all’esplosione. È l’opinione della responsabile degli investimenti azionari di Kames Capital in merito al comportamento di Wall Street.

L’attuale mercato rialzista ha nei fatti spodestato dal gradino più alto del podio il periodo bullish degli anni Novanta. Tuttavia non è riuscito ad eguagliarne i guadagni, nonostante l’indice S&P 500 sia salito di oltre il 300% dal minimo toccato nel marzo del 2009.

Quantitative easing, sempre lui

Parlando di soldi, è sempre alla fonte che bisogna andare. Le banche centrali negli anni successivi alla crisi hanno adottato politiche monetarie accomodanti, il che ha consentito il risanamento delle finanze di molti consumatori oltre che naturalmente di un certi numero di imprese. Oggi però il Qe è giunto quasi alla fine. Decisione questa salutata con entusiasmo dagli investitori azionari americani, i quali vedono molto positivamente l’abbandono della dipendenza dalle banche centrali. Un’altra determinante del del bull è la politica deregolamentativa di Trump.

Fondamentalmente solido

Ma soprattutto i fondamentali economici continuano ad essere un supporto robusto dell’azionario americano. Le aziende statunitensi infatti, al netto delle società finanziarie, hanno riportato in totale una liquidità pari a 1.400 miliardi di dollari nel 2017. un valore più che raddoppiato rispetto ai 600 miliardi del 2008.

I tech e le M&A

La crescita del settore tecnologico, in particolare, ha aumentato le capacità di generazione di cassa dell’intero mercato Usa. Così tanta liquidità suggerisce più possibilità di M&A, e un ulteriore fattore di rialzo per il mercato. Le ultime fasi di un bull market possono essere quelle più remunerative.

Ultima fermata

Capex e premi al rischio

“I mercati rialzisti terminano quando la fiducia che li spinge diventa eccessivamente esuberante, generando disequilibri e valutazioni oltraggiose. Non siamo ancora a questo punto”. Il capex è in crescita ma è ancora ben lungi da un livello di saturazione. I premi di rischio sull’azionario inoltre, intorno al 5%, sono ancora generosi. “L’indice S&P 500 scambia a un multiplo di 16,6 volte il rapporto prezzo/utili, con un rendimento sul flusso di cassa libero del 5,2% e un rendimento sul dividendo del 2%”. Wall Street potrebbe sicuramente apparire costosa rispetto ad altre piazze, ma nei fatti non lo è, se la si confronta al suo storico.

La politica

Il principale rischio è politico.

  • Le tensioni commerciali;
  • l’ennesima impennata populista in Europa;
  • le recenti turbolenze in Turchia;

Danno tutte segnali di fragilità. Il fatto è che la politica è tornata ad essere centrale per l’economia.

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale