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Valute e tassi, il rendimento che viene dal freddo

02 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 5 min

  • Oltre ai mobili, la Svezia ha anche corone a buon mercato. Chi vuol esser re?

  • La Norvegia gode di un’economia solida, non solo grazie al greggio

  • Lo sguardo al Nord non deve però precludere una puntata al Sud che emerge

Le possibilità di guadagno si riscaldano puntando su al Nord. Non solo per la Brexit, ma anche per alcune politiche della Banca centrale svedese e per la Norvegia. Senza dimenticare però gli onnipresenti Emergenti…

Non solo bond. Anche valute e tassi offriranno rendimenti interessanti, soprattutto in alcune aree geografiche “estreme”. La view è di Adrian Owens, investment director obbligazioni e valute di GAM Investments.

Tassi e Brexit

Il primo Paese “nordico” ad offrire rendimenti caldi a chi saprà coglierli, è la Gran Bretagna. Per quanto riguarda i tassi infatti gli spread nel Regno Unito si sono ampliati molto rispetto a mercati come il Canada. Si parla della maggiore ampiezza negli ultimi trent’anni. Se si guarda alle serie storiche, differenziali di questo tipo non durano a lungo. Specialmente se si considera l’inflazione in crescita nella Gran Bretagna, unita a dinamiche di debito in peggioramento.

Questo scenario deraiva dai timori legati alla Brexit. Tuttavia Owens ritiene tale spread ingiustificato. Escludendo un crollo dell’inflazione, l’analista ritiene che gli investimenti nella parte conclusiva della curva risulteranno in perdita in termini reali. Di conseguenza, dal loro punto di vista, conviene trovare opportunità per andare short.

Valute: Svezia e Norvegia

La Svezia

La Banca centrale svedese non ha negli ultimi anni tenuto atteggiamenti troppo decisi. Ha tenuto sotto controllo le azioni della Bce, temendo che azioni troppo brusche o aggressive rispetto a Francoforte avrebbero determinato un eccessivo rafforzamento della corona.

Le conseguenze dell’inazione svedese

A causa di questo immobilismo la corona svedese ha continuato a indebolirsi. Ha raggiunto infatti minimi che non si vedevano da tempo e che hanno attirato l’interesse di molti investitori. I quali sono però rimasti delusi, dato che il posizionamento non ha dato i frutti i sperati. Di contro, molti fondi sistematici hanno mantenuto le proprie posizioni corte sulla valuta svedese.

L’opinione sulla Svezia

“Questo non ci sorprende dato che dal punto di vista tecnico il mercato è attualmente in una posizione migliore e l’avvento del tassello mancante – tassi più alti – sembra ormai dietro l’angolo. Nel recente meeting della Riksbank si è detto che, al netto di un peggioramento significativo della situazione, il rialzo dei tassi avverrà a dicembre o a febbraio, e quindi intravediamo le basi di un turnaround”.

La corona svedese

La valuta della Svezia è ritenuta di grande interesse. L’economia del Paese è solida, l’inflazione è tornata al livello obiettivo e la Banca centrale dovrebbe quindi rispondere con le tempistiche idonee rivedendo al rialzo i tassi. “Abbiamo avuto ragione sugli aspetti economici, mentre non si sono verificate le nostre previsioni rispetto alla reazione della Banca Centrale, che si è mantenuta ferma durante il programma di QE e ha mantenuto i tassi di interesse a -0,5%, permettendo all’inflazione di salire fino al 2,25% senza alcuna risposta”.

La Norvegia

Anche la valuta norvegese si trova in condizioni di debolezza. Secondo Gam, anche la corona norvegese come quella svedese rappresenta un’opportunità di valore concreta. Rispettando le previsioni, la Banca centrale ha alzato i tassi di 25 punti base nell’ultimo meeting del 20 settembre. L’inflazione complessiva si attesta al 3,4%. Quella sottostante invece si è spostata subitaneamente dall’1% all’1,9%. I presupposti sembrano esservi tutti. È quindi possibile prevedere buoni rendimenti sia dalla Svezia che dall Norvegia nei prossimi sei/otto mesi.

Senza dimenticare i mari del Sud

Messico

L’area di interesse verso le valute riguarda però anche le economie emergenti. Gli asset in valuta locale stanno infatti iniziando ad essere più interessanti, soprattutto per quel che concerne i tassi messicani, i quali offrono rendimenti interessanti a 10 anni. “Con un’inflazione sotto controllo pensiamo che la Banca Centrale abbia probabilmente concluso il proprio ciclo di rialzo”.

Sud Africa

Qui, i fondamentali non sono altrettanto solidi. Presentano infatti un rendimento del 9,5% a 10 anni.

 

 

Adrian Owens, courtesy GAM
Teresa Scarale
Teresa Scarale
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