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C’è il vaccino, a quando la ripresa? Non prima del 2022

C’è il vaccino, a quando la ripresa? Non prima del 2022

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

25 Novembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Nel 2021, per 42 economie su 54 il pil sarà ancora inferiore a quello del 2019. Dopo il guazzabuglio iniziale nel tentativo di nascondere i casi, la Cina procede sicura nella sua ripresa a V

  • L’inflazione continuerà a latitare, ancora «per diversi anni», dato che il covid per i prezzi ha rappresentato «un pugno»

  • Gli attuali tassi a zero spingono gli investitori verso gli asset più rischiosi, stimolano il mercato immobiliare e rendono molto più conveniente per i governi indebitarsi

La diffusione di massa del vaccino dispiegherà i suoi effetti sulla ripresa solo a partire dal 2022. Tuttavia per 12 economie il balzo arriverà già nel 2021. Otto di queste sono in Asia. Lo studio di Bofa, Bank of America

Il quarto trimestre 2020 annullerà del tutto la ripresa del terzo e graverà pesantemente sulla crescita dell’Europa (-5%) e del Regno Unito (-10%) nei prossimi mesi. Nel 2021, per 42 economie su 54 il pil sarà ancora inferiore a quello del 2019. Si aggiunge al coro delle previsioni fosche anche quella di Bofa, Bank of America Merrill Lynch. In un mondo in cui le prospettive di ripresa economica appaiono ancora deboli e incerte, quali effetti avrà allora l’accesso ai vaccini sulla crescita globale? Se lo chiede Ethan Harris, head of global economics research.

Dopo il guazzabuglio iniziale nel tentativo di nascondere i casi, la Cina procede sicura nella sua ripresa a V. Il Dragone potrebbe essere il primo paese a sviluppare l’immunità di gregge grazie ai suoi propri vaccini, che in un secondo momento potrebbe dare alle economie emergenti sue alleate. Ci sarà in generale, secondo Harris, un certo nazionalismo “da vaccino”, con i paesi produttori che potrebbero dare la precedenza ai propri cittadini. Sulla base di questi e altri dati, Bofa prevede che la diffusione ad ampio spettro dei vaccini (e quindi la ripresa) per i mercati sviluppati nel secondo semestre del 2021 e per gli emergenti nel 2022. Lo stimolo fiscale proseguirà per tutto l’anno prossimo, attestandosi all’1-2 per cento per l’Europa al 3,5 per cento negli Usa.

Sul fronte della guerra tariffaria Cina – Usa, gli analisti di Bofa si aspettano un conflitto di minori dimensioni e “più organizzato”. La presenza di Joe Biden in particolare darà più stabilità all’ambiente commerciale globale: il presidente eletto ricompatterà le vecchie alleanze (con Europa, Messico, Canada, alcuni paesi asiatici), cercando di riformare più che di combattere le istituzioni internazionali. Per quanto riguarda gli Usa, sarà il primo semestre del 2021, con una crescita prossima allo 0%, a soffrire del mancato accordo fra Repubblicani e Democratici per il nuovo pacchetto di stimoli fiscali a ridosso delle elezioni.

Quali paesi nel 2021 faranno meglio del 2019? Dei 54 paesi analizzati per il 2021, 42 faranno peggio che nel 2019. Fra i 12 che faranno meglio, spiccano otto economie asiatiche: Cina, Korea del Sud, Indonesia, India, Singapore, Vietnam, Malesia, Brunei. Poi, Usa, Egitto, Turchia. Per quanto riguarda gli Stati Uniti però, Bofa mette in guardia dalle incertezze ancora persistenti, dato che il paese si trova ancora sul tratto crescente della curva dei contagi.

L’inflazione continuerà a latitare, ancora «per diversi anni», dato che il covid per i prezzi ha rappresentato «un pugno». Le previsioni di un’inflazione stagnante si portano dietro le previsioni di tassi a zero per ancora moltissimo tempo. Ma, non tutto il male vien per nuocere, afferma Ethan Harris. Il motivo è che da una parte, i tassi a zero spingono gli investitori verso gli asset più rischiosi, come le azioni. In seconda battuta, stimolano il mercato immobiliare (anche se non così direttamente come azioni e prodotti finanziari più rischiosi). Infine, rendono molto più conveniente per i governi indebitarsi.

In conclusione, l’analista mette in guardia dai facili entusiasmi da “scoperta del vaccino”. Il motivo è che il successo della copertura immunitaria dipenderà non solo dall’offerta del farmaco, ma anche dalla domanda: non è detto che si vinca la diffidenza di molti – purtroppo –  nei confronti dei vaccini.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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