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Usa, elezioni e cowboy: gli effetti sui mercati

Usa, elezioni e cowboy: gli effetti sui mercati

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Novembre 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • “Al momento i sondaggi sono molto più a favore di Biden di quanto non fossero a favore di Hillary Clinton a tre giorni dal voto nel 2016”. Tuttavia, “in queste elezioni ci sono tre fattori da considerare”. Per esempio, chi vota Trump non lo dice

  • Sembra profilarsi nelle ultime ore il rischio che tutti gli analisti finanziari paventano.“Il cosiddetto scenario centrale, quello in cui il margine di voto fra i due sia non abbastanza ampio da poter dichiarare la sera stessa il vincitore”

  • Questa elezione la vince Trump in ogni caso nel senso che, se il “cowboy” Trump perde, Biden non vince. “Sleepy Joe”, come lo chiama sprezzante “The Donald”, ha saputo star zitto, soprattutto in tema covid. Ma non ha conquistato nessuno, carismaticamente parlando

  • Se Joe Biden dovesse vincere, si prevede uno stimolo fiscale rapido e aggressivo. E l’aumento della pressione fiscale potrebbe essere rimandata al 2022, se non al 2023

A poche ore dalle elezioni Usa, il testa a testa finale fra Trump e Biden potrebbe tingersi di tinte da cowboy. Il presidente uscente sta accorciando le distanze sul suo rivale, e si paventa lo scenario che i mercati temono di più: quello di un margine ristretto fra i due sfidanti, col democratico in vantaggio nel voto postale. Che The Donald ha già bollato come “a rischio brogli”. Ma queste elezioni sono diverse da tutte le precedenti. Il perché, nelle parole di un economista e di un sociologo

I sondaggi della vigilia sono un bidone, una bufala, sono finti. Noi siamo messi bene e vinceremo”: non è difficile scorgere Donald Trump dietro queste parole. John Biden risponde che è tempo che “Donald Trump faccia le valige e se ne ritorni a casa. Abbiamo chiuso con il caos“. Gli ultimi comizi, le ultime scintille fra i due contendenti alla carica di presidente degli Stati Uniti. Wall Street in ogni caso ha vissuto una giornata frizzante (Dow Jones +1,6%, S&P500 +1,23%), forse soddisfatta di essere arrivata finalmente all’election day.

“Si vota ma non si dice” (anche alle elezioni Usa)

“Al momento i sondaggi sono molto più a favore di Biden di quanto non fossero a favore di Hillary Clinton a tre giorni dal voto nel 2016”, commenta il professor Carlo Altomonte (Università Bocconi). Ma i sondaggi sono un’arma pericolosa, insegnano le ultime tornate elettorali. L’elezione del presidente Usa non è diretta, non vince necessariamente chi prende più voti, ma vince chi ha la maggioranza dei “grandi elettori”, degli stati più abitati. “Biden per esempio potrebbe vincere in luoghi popolosi come la California e lo Stato di New York, ma potrebbe perdere in stati chiave come Florida e Pennsylvania, North Carolina”. Per citare gli analisti di LBBW: “le differenze tra i due candidati in più di uno Stato chiave sono “significativamente più strette che a livello nazionale”. Trump, come nel 2016, si sta aggrappando allo “slancio dell’ultimo minuto”.

Tuttavia, “in queste elezioni ci sono tre fattori da considerare”, prosegue il professor Altomonte. “Innanzitutto, chi vota Trump non lo dice nelle rilevazioni. Si avranno inoltre 10-15 milioni di votanti in più. A causa del coronavirus infatti l’amministrazione ha ampliato la possibilità di votare per posta, e non è chiaro se questo maggior numero di elettori abbia votato per Trump o Biden”.

Elezioni Usa, uno scontro fra cowboy

Infine, c’è il rischio che tutti gli analisti finanziari paventano. Altomonte: “Il cosiddetto scenario centrale, quello in cui il margine di voto fra i due sia non abbastanza ampio da poter dichiarare la sera stessa il vincitore. Questa eventualità potrebbe portare il presidente uscente a non dichiarare legittimo il voto postale (in caso di esito favorevole a Biden), ritenuto passibile di brogli. La palla passerebbe quindi alla Corte Suprema”.

Il sistema economico statunitense a quel punto sprofonderebbe nell’incertezza più totale “per molte settimane”, prosegue l’economista. I mercati attraverserebbero un “periodo di volatilità sostenuto”. Le contestazioni post elettorali getterebbero nello scompiglio non solo Wall Street ma tutto lo scenario socio-economico, in mesi che saranno fondamentali per la ripresa.

“Se Trump perde, Biden non vince”. Anche a causa del vaccino

“Difficile che Trump vinca, ma non è escluso”, afferma il sociologo Fabrizio Fornezza (Eumetra). “Un voto per Trump non è un voto per i Repubblicani. Il presidente uscente è a-ideologico”, quasi un repubblicano per caso. “È fondamentalmente un commerciale, basti osservare le sue trattative”, va avanti Fornezza. “Sale nell’escalation e poi il giorno successivo va a braccetto con i suoi peggiori nemici”. Queste elezioni Usa le vince Trump in ogni caso nel senso che, se il “cowboy” Trump perde, Biden non vince. “Sleepy Joe”, come lo chiama sprezzante “The Donald”, ha saputo star zitto, soprattutto in tema covid. Ma non ha conquistato nessuno, carismaticamente parlando. “Non ha lavorato per conquistare i Latinos, e nemmeno gli afroamericani: questi segmenti della popolazione non voteranno Trump, ma non è detto che votino. Quanti di loro sono iscritti alle liste elettorali [negli Usa per votare bisogna iscriversi alle liste elettorali, ndr]?”.

Prosegue Fornezza, “un altro fattore che potrebbe giocare a favore del magnate è l‘atteggiamento da cowboy di molti americani, soprattutto in stati come il Texas”. Il far da sé. La stessa struttura economica americana è duttile, liquida, “cambia da una settimana all’altra e si riaggiusta. Si pensi ai dati sulla disoccupazione: variano moltissimo di mese in mese. Da noi un solo punto percentuale di variazione è considerato drammatico. L’intellighenzia fa più rumore, ma chi vota poi sono altri, molto più numerosi”. Inoltre, fra i fattori che giocherebbero a favore di Donald Trump, c’è il vaccino. “La prospettiva di un vaccino a portata di mano è stata usata dal presidente come un’arma politica. A un certo punto i Democratici vi si scagliavano talmente tanto contro che sembrava fossero come i no vax”.

Le implicazioni di una vittoria di Biden: macroeconomia e azioni

Lo scenario alternativo, più tranquillo, è quello che vede la vittoria di Biden. In questo caso “anche la Camera e il Senato “potrebbero girare in blu”, continua il professor Altomonte. Si sarebbe nel contesto della “blue wave, l’onda blu”. E i mercati potrebbero tirare un respiro di sollievo. Ci sarebbe “minor incertezza, una volatilità più contenuta, uno scenario cui guardare con meno preoccupazione”.

Se Joe Biden dovesse vincere, si prevede uno stimolo fiscale rapido e aggressivo. Lo affermano (anche) gli analisti di Ing, aggiungendo che l’aumento della pressione fiscale potrebbe essere rimandata al 2022, se non al 2023. Ciò, combinato con la nuova politica ultra espansiva della Federal Reserve, costruirebbe un ambiente commerciale più favorevole. Unendo la “prospettiva di un vaccino”, gli analisti di Ing non escludono “un’attività economica molto vigorosa” nel 2021. Carlo Altomonte aggiunge una previsione sull’azionario: in caso di vittoria dei blu sarebbero i titoli Esg compliant e green a beneficiarne. Quella degli Esg del resto è “una rotazione settoriale che negli Usa non ha ancora premiato, a differenza che in Europa.

“La politica estera invece non cambierà. Anche Biden ha avuto mandato di preservare i posti di lavoro Usa”, conclude Carlo Altomonte. In entrambi gli scenari, aggiunge Fabrizio Fornezza, “la querelle con la Cina potrebbe ammorbidirsi: le priorità sarebbero altre”. Soprattutto, “in entrambi i casi, ci dovrebbe essere una maggiore attenzione ai temi della ripresa piuttosto che a quelli più battagliati e crudeli. Dovrebbe esserci una maggiore centratura sul tema economico”, conclude il sociologo.

Nel mentre, alzano palizzate

Intanto, la Casa Bianca è stata blindata con recinzioni non scalabili. Trump intende infatti trascorrervi la notte elettorale. Le forze dell’ordine temono possibili proteste nel caso non ci sia un vincitore chiaro. La recinzione sarà analoga a quella eretta durante le proteste antirazziste della scorsa estate (fonte Cnn).

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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