PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Usa, bullish contro il resto del mondo

03 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Crisi dei dazi? E chi l’ha vista, le azioni Usa continuano la loro corsa

  • La situazione degli altri principali attori internazionali

  • Lo scenario di fine ciclo

Agosto sostenuto per l’azionario Usa, che continua a mostrare i denti. Anja Eijking, gestore del fondo F&C global convertible bond di Bmo Global asset management, indica i settori più interessanti e il possibile scenario con l’avvicinarsi della fine ciclo…

I titoli Usa continuano la loro corsa spavalda rispetto ai mercati internazionali. L’asset class ha infatti raggiunto nuovi massimi nel mese di agosto, determinati dagli ottimi risultati di bilancio e dal riacquisto di azioni. I problemi con la Cina e i nuovi dazi su entrambi i fronti? Apparentemente, ininfluenti.

Azionario Usa, i settori che stanno andando

Tra i migliori si fanno strada sicuramente i tecnologici, poi i beni di consumo voluttuari e il settore sanitario. Invece le commodity (energia e materiali) sono rimasti indietro. I dati economici Usa si sono mantenuti positivi, con la crescita del secondo trimestre rivista al rialzo dal 4,1% al 4,2% su base annua. E questo grazie anche alla crescita degli investimenti.

I consumatori hanno fiducia

La fiducia dei consumatori statunitensi, secondo le misurazioni del Conference Board, è cresciuta fin quasi al massimo degli ultimi 18 anni.

Gli Usa e il resto del mondo

Eurozona e Asia

Le azioni dell’eurozona e dell’Asia sono state invece frenate dall’incertezza creata dalle politiche commerciali dell’amministrazione Trump. I titoli bancari dell’eurozona sono stati colpiti dall’incertezza dei mercati derivanti
dal rapido crollo della lira turca, vista la consistente esposizione alla Turchia delle istituzioni del Vecchio Continente. Nonostante la crescita economica del secondo trimestre sia stata rivista al rialzo dallo 0,3% allo
0,4%, i dati mensili hanno continuato a essere variabili. La fiducia dei consumatori dell’eurozona misurata da parte della Commissione Europea è diminuita significativamente ad agosto, mentre il dato relativo alla fiducia
delle imprese tedesche rilevato dall’Ifo è cresciuto.

Il Giappone

I dati mensili del Giappone sono stati variegati, con un calo della produzione industriale che riflette un rallentamento nelle esportazioni di autovetture. Ciononostante, i dati diffusi ad agosto riportano una crescita dell’economia giapponese pari all’1,9% su base annua nel secondo trimestre, superiore alle previsioni degli economisti e spinta da un aumento della spesa familiare e delle imprese. Per quanto l’inflazione core sia rimasta relativamente bassa, i salari reali sono cresciuti del 2,8% su base annua a giugno, il ritmo più sostenuto degli ultimi 21 anni.

Nel mese di agosto sono state emesse convertibili per un totale pari a 4,3 miliardi di dollari. MercadoLibre, che opera un sito di e-commerce per i mercati dell’America Latina, è stato il principale emittente con 880 milioni di dollari. Il produttore di materiali per le bioscienze Illumina è tornato sul mercato delle convertibili per finanziarsi, mentre tra gli altri emittenti troviamo il produttore di luci LED Cree e la società di servizi finanziari giapponese SBI holdings.

Le proiezioni di crescita Bmo

Usa – 2018 3%, 2019 2.5%
Eurozona – 2018 2%, 2019 1.5% to 2%
Cina – 2018 6.5%, 2019 6% to 6.5%
Giappone – 2018 1% to 1.5%, 2019 1% to 1.5%

Gli Stati Uniti continueranno a crescere

Ci aspettiamo che la crescita Usa si mantenga al di sopra della media nei prossimi mesi grazie allo stimolo fiscale, mentre la crescita dell’Eurozona dovrebbe tornare su valori abituali. Ci aspettiamo anche che gli Usa eviteranno una recessione nel 2020 – anno delle elezioni – aumentando la spesa nelle infrastrutture, che potrebbe tornare al centro dell’attenzione dopo il voto di metà mandato.

E il fine ciclo?

Le preoccupazioni relative alla fine del ciclo di crescita si sono ridotte grazie ai livelli record dell’Ism Manufacturing Index, che suggerisce che una recessione sia ancora abbastanza lontana. Gli utili e il fatturato delle società sono solidi. Anche la crescita degli utili europei dovrebbe essere buona, con l’indice Pmi prossimo a un valore pari a 55 e un euro più debole.

L’inflazione e le tariffe commerciali

Quella core dovrebbe arrivare all’1,5% – 2% in Europa e intorno al 2% – 2,5% negli Usa. La preoccupazione relativa alla guerra sui dazi resta comunque in circolo. L’impatto diretto dei 200 miliardi di dollari di dazi applicati alle importazioni provenienti dal Dragone sarà molto ridotto per l’economia americana. Per Pechino invece gli effetti negativi di una guerra commerciale potrebbero essere bilanciati tramite stimoli fiscali e monetari. I mercati azionari cinesi sono scesi nonostante gli utili in crescita, e la politica monetaria è stata ammorbidita. I mercati azionari europei ed asiatici dovrebbero crescere una volta risolte le preoccupazioni legate alle guerre commerciali.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
VUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI SU: