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Unicredit: la madre di tutte le recessioni è qui

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

06 Aprile 2020
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  • Report Unicredit: “Le misure ritenute necessarie per contenere la diffusione di COVID-19 hanno paralizzato l’economia globale”

  • Le previsioni sul Pil

  • Le stime sul deficit

Gli economisti di Unicredit pubblicano un report con le loro previsioni sull’impatto del Coronavirus. In Italia stimato un crollo del Pil del 15% nel 2020

“La madre di tutte le recessioni è arrivata”. Lo si legge nella prima pagina dell’Unicredit Economic Chartbook, la ricerca macro trimestrale del gruppo a cura dell’economista Chiara Silvestre (UniCredit Bank Milano). “Le misure ritenute necessarie per contenere la diffusione di COVID-19 hanno paralizzato l’economia globale”. Così recitano le prime righe del report che fornisce le sue “best guesses” sugli effetti della pandemia a livello globale e per i singoli paesi, sottolineando l’elevata incertezza intorno alle previsioni. “Inutile dire che nessuno sa come andrà a finire nel prossimo anno o due, ma sembra scontato che il secondo trimestre vedrà il più grande crollo del Pil nella storia moderna, forse dell’ordine del 20%” ha commentato in una nota il capo economista di Unicredit, Erik F. Nielsen che si dice “convinto” che questo “innescherà ulteriori misure politiche durante la primavera”.

Le previsioni sul Pil

Gli economisti si aspettano una contrazione del Pil globale di circa il 6% nel 2020 con un forte calo nel primo semestre, seguito da un rimbalzo nel semestre successivo che continuerà nel 2021 in cui è prevista una crescita media annua dell’8-9%.  Rispetto alla crisi finanziaria del 2008-2009, gli esperti si aspettano una depressione più profonda seguita da una più rapida ripresa. Negli Usa è stimato un crollo del Pil del 10,8% nel 2020 con un ritorno al segno più nel 2021 (+ 11,8%). Per quanto riguarda l’eurozona, il pattern è simile con una contrazione del 13% nel 2020 e un rimbalzo del 10% nel 2021. Guardando ai singoli paesi, in Italia è previsto un calo del 15% nel 2020 (il peggiore in 60 anni) seguito da una ripresa del 9% l’anno successivo. Questa volta però non è l’Italia ad aggiudicarsi la maglia nera: crolli più pronunciati sono previsti in Grecia (-18,6%) e Spagna (-15,5%) con un rimbalzo nel 2021 rispettivamente del 15,5% e 9,5%.

Le stime sul deficit

A pagare amaramente le spese di questa pandemia sono anche i conti pubblici, con un aumento del debito generalizzato. In Italia gli economisti si attendono un aumento del deficit dall’1,6% del Pil nel 2019 al 12,2% nel 2020 e un aumento del rapporto debito/pil dal 134,8% nel 2019 al 167% nel 2020. Previsioni simili anche per Germania (-12,9%), Francia (-12,3%) e Spagna (-12,5%) dove per gli ultimi due il rapporto debito/pil è previsto superare il 100% nel 2020, rispettivamente dal 98,1% al 123,4% e dal 95,5% al 126,3%.

Virginia Bizzarri
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