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Vertice Ue, si al Recovery fund: 500 miliardi da giugno

Vertice Ue, si al Recovery fund: 500 miliardi da giugno

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Mes, Sure e Bei (circa 500 miliardi) saranno pienamente operativi da giugno e il Fondo per la ripresa è riconosciuto come “urgente”

  • L’ammontare del Recovery fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti anche a fondo perduto ai paesi membri

Oltre al via libera dei primi 500 miliardi, dal vertice Ue emerge il si al Recovery fund, il fondo per la ripresa economica dell’Eurozona. Ora il prossimo nodo sarà quello della quota di aiuti a fondo perduto che lo strumento dovrà contenere. Per l’Italia, si tratta di un altro importante passo avanti

Mes (Stati), Sure (cassa integrazione europea) e Bei (imprese), circa 540 miliardi, saranno pienamente operativi da giugno e il Fondo per la ripresa è “urgente”. Nel consiglio europeo del 23 aprile il premier Giuseppe Conte ha dunque ottenuto il riconoscimento dell’urgenza del Recovery fund da parte dell’Ue. “Uno strumento del genere era impensabile fino adesso e renderà la risposta europea più solida e coordinata”, dice con soddisfazione il premier. Ora però la battaglia si sposta sul campo del funzionamento di questo strumento.

L’ammontare del Recovery fund dovrebbe essere pari a 1.500 miliardi e dovrebbe garantire trasferimenti a fondo perduto ai Paesi membri. I trasferimenti a fondo perduto sono essenziali per preservare i mercati nazionali, parità di condizioni, e per assicurare una risposta simmetrica a uno shock simmetrico”. Con queste parole il capo del governo italiano avrebbe sollecitato i partner europei a “fare presto”.

Le diverse posizioni dei leader europei

Però sul mix di prestiti e aiuti a fondo perduto sarà disputa, con l’Italia e gli altri paesi del sud contro i “rigoristi” del nord. Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia vogliono che la quota di aiuti a fondo perduto sia la più ampia possibile. “Servono trasferimenti di risorse verso i paesi Ue più colpiti da questa crisi, non dei prestiti”, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron. I “rigoristi del nord” Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia, Austria e soprattutto Olanda si oppongono però ad aumenti del budget.

“Per gli aiuti a fondo perduto lo strumento giusto è il bilancio pluriennale dell’Ue, mentre guardo al Recovery fund come ad un sistema basato sui prestiti. Comunque siamo in una fase iniziale della discussione”, ha dichiarato il premier olandese Mark Rutte. La Germania non si schiera apertamente nella battaglia ma la cancelliera Merkel ammette che “non su tutto siamo della stessa opinione“, anzi che c’è un vero e proprio “disaccordo” su come finanziare il fondo, assicurando però che Berlino è disponibile a versare di più al bilancio europeo.

Ue, il Recovery fund come risposta alla “crisi acuta”

“Gli investimenti devono essere anticipati e deve esserci un giusto equilibrio tra sovvenzioni e prestiti”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen al termine del vertice. La Commissione europea punta a presentare le nuove proposte per il bilancio pluriennale Ue 2021-2027 per “la seconda o la terza settimana di maggio”.

Alla fine del vertice, Angela Merkel ha affermato che per la ripresa dalla “crisi economica acuta”, “tutti hanno concordato sul fatto che serva un piano congiunturale, o come viene chiamato anche recovery plan o recovery fund. Voglio dire in modo molto chiaro che una risposta comune del genere è anche nell’interesse tedesco. La Germania sta bene solo se l’Europa sta bene”. Il Recovery fund rientrerà nel prossimo bilancio settennale europeo. “Questo significa per la Germania che noi dobbiamo essere disponibili a contributi di bilancio più alti di quanto avevamo messo in conto nell’ultima trattativa. La cancelliera ha sottolineato che questo “è giusto”.

L’esame del nuovo pacchetto potrebbe già avvenire in occasione della riunione della Commissione del prossimo 6 maggio. La Von der Leyen ha poi aggiunto che “finora, considerando tutte le misure presa dagli Stati membri e dalle istituzioni Ue, sono stati messi in campo 3.300 miliardi di euro”.

La presidente vuole arrivare a mobilitare 2.000 miliardi di euro. Si tratta del doppio dell’attuale bilancio a 28 (quello che include ancora il Regno Unito). Concorda con i leader di aggiungere al prossimo bilancio Ue 2021-2027 il fondo temporaneo per la ripresa, dotato di 320 miliardi di euro. Si tratterebbe, nelle intenzioni della Von der Leyen, di fondi raccolti grazie all’emissione di obbligazioni comuni. Una metà sarebbero prestiti, l’altra sarebbero a programmi mirati per i singoli paesi.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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