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Ubs, la Cina è il futuro

Ubs, la Cina è il futuro

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

09 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Ubs è la prima banca privata in Asia. Dalla fine degli anni 90 ha iniziato a fare investimenti in Cina e nel 2019 è diventato leader del mercato

  • La Cina rimane però ancora troppo sottorappresentata all’interno dei portafogli europei

Ubs ne è sicura: la Cina giocherà un ruolo importante nel futuro dell’economia mondiale. Già adesso il suo peso non è indifferente: 16% del Pil globale

Crescita demografica, rimpolpamento della classe media e creazione di nuove infrastrutture. Questi gli ingredienti che hanno portato l’economia cinese a svilupparsi e ha diventare una delle più importanti a livello mondiale. Durante la China Conference di Ubs Matteo Ramenghi, Chief

Investment officer di Ubs ha spiegato come la Cina è riuscita a creare un’economia interconnessa con il mondo e a diventare un’importante mercato di sbocco per alcuni settori, come il lusso. La Cina non è più solo il paese a bassa manodopera che basa tutta la sua crescita sule esportazioni. Negli ultimi tempi si è infatti capito che una crescita del 6/7% non è sostenibile nel lungo periodo solo basandosi sull’export. E dunque sta diventando sempre più importante sviluppare la domanda interna di mercato. Per realizzare il passaggio si ha bisogno di far cambiare occupazione e creare una nuova classe media (il passaggio dalla campagna alla città). Quest’ultimo obiettivo si è sviluppato molto velocemente con la creazione di città. Altro tema che sta molto sviluppando la zona asiatica e la Cina è la tecnologia: robotica, Intelligenza artificiale e brevetti registrati. Il dragone sotto questo aspetto ha raggiunto gli Usa superando già da un pezzo l’Unione europea.

Per fare tutto ciò la Cina si sta però indebitando. Il debito cinese, pari quasi a quello americano, ha però una composizione particolare. Si ha infatti poco debito pubblico e delle famiglie. Mentre le società controllate dallo stato risultano invece essere molto indebitate. Ubs non pare però preoccupata dal continuo aumento del debito, perché secondo gli analisti la Cina, anche nel 2019, continuerà a crescere (+6%). Altro aspetto che non desta particolari preoccupazioni è la guerra commerciale tra Cina e Usa. Secondo Ubs c’è un 70% di probabilità che i due colossi trovino un accordo, anche perché in caso contrario ci saranno ripercussioni sia sul Pil cinese che su quello americano (-1%). E’ dunque interesse di entrambe le parti che l’accordo si concluda nei prossimi mesi. Proprio per questo Ubs ha un portafoglio sovrappesato sugli emergenti e in generale sulla cina. La quota di azionario è calato nel 2019, in seguito della chiusura negativa del 2018. L’obbligazionario risulta invece essere in sovrappeso sugli emergenti (sempre con il focus sulla Cina). Aspetto interessante è che invece la quota Cina all’interno dei portafogli europei è ancora moto bassa rispetto ad altre aree.

Giorgia Pacione Di Bello
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