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Trump non spaventa l’healthcare

Trump non spaventa l’healthcare

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

02 Agosto 2018
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  • Il mercato dell’healthcare ha reagito positivamente al discorso dell’11 maggio di Trump sul settore farmaceutico

  • Nuovi competitor si stanno facendo strada nel settore. Amazon con l’acquisizione di PillPack entra prepotentemente nell’healthcare

Il discorso del presidente americano non ha affossato il settore dell’healthcare. L’indice Msci World Healthcare ha registra un +2,8%

Trump non fa tremare il settore del healthcare. L’indice Msci World Healthcare ha infatti messo a segno un +2,8%. Ma non solo, l’indice Russell 2000 healthcare ha registrato un + 10,1% a fronte di un + 3,9 % del Russell 1000 healthcare. Queste performace sono dovute in parte ai titoli medtech, dei servizi e delle biotecnologie a piccola e media capitalizzazione. E in parte al discorso di Trump dell’11 maggio sui prezzi dei farmaci. Le dichiarazioni del presidente americano sono state meno aggressive di quanto si aspettasse il settore e dunque hanno trascinato positivamente la crescita. Una mano al mercato healthcare è arrivato anche dalle aspettative di rialzo dei tassi d’interesse. Questa hanno favorito settori più sensibili, dal punto di vista economico, come le tecnologie mediche (+7,8%), i fornitori e i servizi (+6,9%).

tabella indici

 

Amazon nel settore del healthcare

Amazon sta dando non pochi gratta capi alle società di healthcare. Il colosso americano ha infatti acquistato PillPack, start-up nata cinque anni fa nel settore farmaceutico. Secondo quanto misurato dall’indice Msci Healthcare providers and services, l’acquisizione da 1 miliardo di dollari ha spazzato via qualcosa come 15 miliardi di dollari di capitalizzazione di borsa dei titoli della supply chain tradizionale.

 

Il futuro nel mercato del healthcare

Secondo Sectoral Am, società canadese leader nella gestione di portafogli di investimento globali specializzati in titoli healthcare – farmaceutico e medical, l’instabilità politica manterrà viva la volatilità sui mercati nel breve periodo. Ma guardando oltre la volatilità “restiamo ottimisti rispetto al più ampio contesto macroeconomico” dichiara Sectoral Am. Le preoccupazioni circa un aumento dell’inflazione più rapido del previsto negli Stati Uniti si sono affievolite ed è probabile che la politica monetaria globale resterà accomodante fino al 2019 inoltrato.

Malgrado la tregua successiva all’11 maggio di cui hanno beneficiato le società biotecnologiche a piccola e media capitalizzazione, con l’approssimarsi delle elezioni USA di metà mandato a novembre attendiamo un aumento della volatilità associato a una nuova intromissione della politica nel settore sanitario”. Nel corso del terzo trimestre si prevede invece una ripresa del settore Healthcare nei mercati emergenti, unitamente a una diffusa stabilizzazione dei mercati azionari in queste aree geografiche, grazie al venire meno dei timori commerciali e della forza del dollaro.
Le valutazioni nel settore appaiono eque (P/E di 15,7x per l’MSCI HC contro P/E di 15,2x per l’MSCI World). Tra i segmenti di attività del settore Healthcare, le valutazioni appaiono alquanto interessanti, ad eccezione delle tecnologie mediche, che scambiano ad un P/E di 22,8x (per l’MSCI HC Equipment & Supplies). I servizi scambiano con un P/E di 14,1x (MSCI Providers and Services), mentre le biotecnologie scambiano con un P/E di 14x (MSCI Biotech).

Giorgia Pacione Di Bello
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