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Trimestrali Usa: occhi puntati su banche e tech

Trimestrali Usa: occhi puntati su banche e tech

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

13 Luglio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Al via la stagione delle trimestrali Usa. Grande attesa per i risultati di banche e aziende tech

  • Stando alle stime I/B/E/S Refinitiv, nel secondo trimestre 2020 gli utili delle società dell’S&P 500 subiranno un crollo del 44,6%

  • Il commento di Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

Wall Street al test delle trimestrali. Settore bancario e tecnologico sotto la lente degli investitori

Le big statunitensi alzano il velo sui conti trimestrali e gli occhi degli investitori sono puntati sui titoli tecnologici e bancari. Ad aprire le danze della earning season nella giornata di lunedì è stato il colosso delle bibite PepsiCo mentre martedì sarà la volta delle grandi banche d’affari con i numeri di Citigroup, JPMorgan Chase e Wells Fargo. Giovedì toccherà a Netflix, prima tra le Faang comunicare i propri risultati. A partire da questa settimana si inizieranno a tastare con mano gli effetti della pandemia sui bilanci delle aziende americane nel secondo trimestre. Secondo le stime I/B/E/S Refinitiv, dopo un calo del 12,8% nel primo trimestre 2020, gli utili delle società dell’S&P 500 subiranno un crollo trimestrale del 44,6% anno su anno, la peggior flessione registrata dal quarto trimestre 2008, quando i profitti delle società del listino erano scese del 67%. Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, ci aiuta a fare il punto sul tema, con un focus su banche e tecnologia.

Il settore bancario

Secondo Diodovich, il settore bancario Usa registrerà una “forte riduzione utili”. Gli earnings per share (Eps) attesi sono “molto bassi” in quanto riflettono un aumento significativo degli accantonamenti per perdite su prestiti, spiega lo strategist a We Wealth, sottolineando che “con un’economia statunitense in forte difficoltà sul fronte del lavoro, chi ha chiesto prestiti alle banche avrà difficoltà a ripagarli”. A pesare ulteriormente sugli utili delle banche, la mossa della Fed, che lo scorso marzo ha riportato i tassi di interesse attorno allo zero, una misura “fortemente a svantaggio delle banche in quanto riduce i loro margini sui prestiti”. I ricavi legati alle attività di trading (spinti dalla volatilità del mercato) e le attività legate ai servizi di investimento e di wealth management, a detta di Diodovich riusciranno a “compensare solo in parte” queste perdite.

Le aziende tech

A fronte di un -8% da inizio anno per il Dow Jones e un -1% per l’S&P 500, il Nasdaq guadagna il 26%, una percentuale più che raddoppiata (+55%) se si guarda al “FANG+”, indice che accanto ai classici titoli Faang comprende società del calibro di Tesla, Nvidia Alibaba e Baidu e Twitter. Vista la corsa del Nasdaq, i riflettori delle trimestrali sono senz’altro puntati sulle big del settore tecnologico, che sta trainando Wall Street. Se guardiamo agli indici a stelle e strisce, sottolinea Diodovich, c’è un’evidente spaccatura tra l’economia reale americana, ancora nel mezzo dell’emergenza covid-19, e i mercati azionari, drogati dalla liquidità iniettata dalla Fed. In questo contesto, spiega lo strategist, “gli investitori hanno iniziato a fare stock picking e la scelta è ricaduta sul settore tech”. Questo, a detta di Diodovich, è dato dal fatto che le forti incognite sul settore industriale ed energetico, su cui potrebbe pesare in maniera più sostanziale una seconda ondata di contagi, hanno spinto gli investitori a puntare sulle aziende del Nasdaq, considerate più solide in termini di fondamentali e più resilienti a un nuovo lockdown.

Virginia Bizzarri
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