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Titoli emergenti e di frontiera, brillano le prospettive

Titoli emergenti e di frontiera, brillano le prospettive

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

01 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I motivi per scegliere i titoli emergenti e di frontiera secondo Gam Investments sono almeno tre

  • Fra i paesi scelti dall’asset manager figurano molti nomi decisamente poco “crowded”

Anche Gam Investments scommette sui titoli emergenti e di frontiera per quanto riguarda il 2019. Complice il ridursi di certi rischi politi, il rallentamento del dollaro e valutazioni decisamente attraenti

Il 2018 è stato il quinto anno al ribasso per i titoli emergenti e di frontiera negli ultimi dieci anni. E’ anche vero però che non ci sono mai stati due anni consecutivi di perdite. Agli amanti delle statistiche forse basterebbe questo per scommettere sull’anno appena iniziato.

I titoli emergenti e di frontiera nel 2019

Una cosa è certa: la volatilità sarà protagonista anche del 2019. E considerando che, ad oggi, queste asset class sono poco presenti nei portafogli degli investitori pur ottenendo valutazioni positive rispetto a quelle dei mercati sviluppati, “riteniamo possano acquisire popolarità nel corso del 2019”. A parlare è Tim Love, responsabile strategie azionarie Paesi Emergenti di GAM Investments. View totalmente coerente con quella di altri grandi player internazionali.

Perché quella emerging è un’asset class ora interessante?

L’ammorbidimento delle tensioni

Le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e lo scivolone dello yuan hanno colpito duramente l’asset class nel corso del 2018. Ma le recenti trattative tra i due paesi e l’intesa che ha portato alla sospensione dei dazi originariamente previsti per il 1° gennaio sono un segnale promettente. I negoziati richiederanno tempo, tuttavia Gam Investments si aspetta un miglioramento della situazione, essendo questo ingorgo svantaggioso per entrambi. Il che potrebbe rappresentare un catalizzatore per gli azionari emergenti.

Il rallentamento dei tassi

Le azioni di questi mercati potrebbero inoltre beneficiare di un rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed. E’ stato infatti a causa dell’aumento dei tassi di interesse che i titoli emergenti e di frontiera hanno sofferto nel 2018. Complessivamente, la crescita l’anno scorso “è stata positiva per gli emergenti, ma l’aumento del costo del denaro ha gravato su questi mercati che, nel corso degli anni, avevano accumulato debito in dollari Usa”. L’analista però crede che nel 2019 gli investitori potrebbero voler tornare a investire in tali mercati. Soprattutto perché le valutazioni di questa asset class sono scese su livelli relativamente convenienti. E a patto che la tregua nei rialzi dei tassi da parte della Fed continui.

Il valore intrinseco

I titoli emergenti e di frontiera investment grade continuano a riportare performance inferiori al potenziale. Per questo, Gam Investments crede che abbiano “ancora le potenzialità di far incrementare i multipli e gli utili”. Inoltre, la fase ribassista sembra avvicinarsi alla sua conclusione e la flessione in corso potrebbe rappresentare un buon momento per investire. Sul fronte delle valutazioni, il rapporto Pe per l’indice Msci Em è sceso su livelli bassissimi, inferiore a 10 rispetto all’11,85 dello stesso periodo lo scorso anno. Le previsioni per il 2019 sono di una risalita intorno a 14.

Quali Paesi?

Per quanto concerne i singoli Paesi, il principale sovrappeso di Gam Investments riguarda oggi Brasile e Russia. In Brasile, “riteniamo lo scenario economico sia molto favorevole per le azioni, soprattutto dopo l’elezione del nuovo governo vicino alle esigenze delle imprese”. Si ritiene che in Brasile la fiducia dei consumatori sia migliorata. I tassi di interesse poi sono scesi, il governo pare favorevole al mercato e le valutazioni sono ad oggi convenienti.  Anche la Russia è appetibile, indipendentemente dall’eventualità che vengano imposte nuove sanzioni.

Rendimenti alla frontiera

Le prospettive restano inoltre positive su mercati di frontiera come Vietnam, Argentina, Romania e Pakistan. Soprattutto il Vietnam, secondo l’asset manager, gode delle controversie commerciali tra Cina e Stati Uniti, essendo una meta privilegiata per l’outsourcing grazie alla sua manodopera qualificata ma a buon mercato.

I titoli preferiti sono quelli ciclici e value rispetto a quelli growth. Dal punto di vista settoriale invece sono apprezzati i finanziari, i materiali, l’energia e i servizi di pubblica utilità. Servizi di telecomunicazioni e beni di prima necessità costosi non sono ricadono invece nelle scelte del gestore.

Teresa Scarale
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