PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Titoli ciclici. Ora piacciono meno dei difensivi

21 Giugno 2018 · Teresa Scarale

  • La riallocazione si sposta sui titoli difensivi. Il tasso di cambio fra titoli ciclici globali è del 27%. Un livello quasi record

  • Le azioni Usa sono in genere gradite nel portafoglio Pictet, anche se meno delle europee

  • Anche a causa degli emergenti, pare possibile a livello complessivo una maggiore volatilità

In sostanza Pictet sta mantenendo una posizione neutra su titoli e liquidità. Riducendo leggermente la propensione ciclica e alleggerendo i finanziari

I titoli ciclici finanziari vengono preferiti sempre meno

Pictet Asset Management nella sua ultima view dichiara di aver diminuito la sua esposizione ai titoli ciclici, soprattutto finanziari. Potrebbero esservi infatti pressioni sui tassi di interesse in caso di raffreddamento delle condizioni economiche.  Allo stesso tempo, vi sono inquietudini “bancarie” per la politica italiana. Del resto, per ben 14 banche europee il debito italiano sovrano è superiore alle loro riserve di capitale. I dati sono  l’Ieseg School of Management.

Come visto in precedenza, la riallocazione si sposta sui titoli difensivi. Il tasso di cambio fra titoli ciclici globali è del 27%. Un livello quasi record.

Le azioni Usa

Il portafoglio Pictet gradisce le azioni statunitensi. Le quali come noto godono attualmente di ottima salute. Nell’ultimo anno infatti, gli utili per azione sono cresciuti di circa il 25%. Mentre le vendite sono aumentate di oltre l’8%. Con circa l’80% delle società che hanno superato le previsioni degli analisti. Ma è probabile che questo sia il picco massimo raggiunto nel ciclo in corso.

Le azioni europee

D’altro canto, vi è una preferenza per le azioni dell’Eurozona. Le quali che dovrebbero beneficiare del fatto che la regione è sfalsata rispetto al ciclo economico statunitense. Il prezzo delle azioni della regione riflette già molte notizie negative: si prevede che gli utili europei crescano del 7% quest’anno e del 9% l’anno prossimo e che la debolezza relativa dell’euro dovrebbe offrire un ulteriore supporto.

Secondo Pictet, molto dipende dall’evoluzione della crisi politica italiana. Esiste la possibilità che la coalizione populista si dimostri fortemente anti-europeista, provocando ulteriori perdite sui mercati obbligazionari ed azionari. Tuttavia, si ritiene che il nuovo governo sarà meno lontano dai mercati di quanto inizialmente temuto.

Il Giappone e gli emergenti

La crescita giapponese ha subito una battuta d’arresto negli ultimi due trimestri, frenata dai settori legati al commercio. Tuttavia si mantiene una sovraponderazione sui titoli giapponesi. Ciò non solo per le buone valutazioni, ma anche per il sostegno della banca centrale.

Altresì, i titoli dei mercati emergenti stanno rimangiando una piccola parte dei guadagni realizzati nel corso dello stellare 2017. Anno in cui infatti erano cresciuti del 38%. Da inizio anno sono infatti calati di circa l’1%. I paesi con importanti necessità di finanziamenti esteri, come l’Argentina, la Turchia e il Sudafrica, sono sottoposti a una forte pressione. Di contro, Russia, Taiwan e India sono meno vulnerabili.

La conclusione delle osservazioni mensili del gestore è che pare possibile a livello complessivo una maggiore volatilità. Con rendimenti minori quindi, e la creazione di un contesto più impegnativo per gli investitori in questa classe di attivi.

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
VUOI LEGGERE ALTRI ARTICOLI SU: