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Tech: dove si nascondono i trend rivoluzionari

14 Maggio 2018 · Teresa Scarale

  • La diffusione del tech è esponenziale. Ci sono voluti 38 anni perché la radio raggiungesse 50 milioni di utenti, a Internet Explorer, quattro anni. Instagram ha toccato i 50 milioni in sei mesi, Pokemon Go, in 19 giorni

  • Non basta essere “tech” per vincere. Non tutti i segmenti e le aziende sono destinate al successo. Vige la supremazia del più forte. L’esempio di Netflix.

  • Le tendenze più promettenti secondo Carmignac

E’ fondamentale individuare le tendenze rivoluzionarie nel settore tech, trend destinati a influenzare i mercati esistenti o a crearne di completamente nuovi in futuro.

Non tutto il tech è oro. Saper individuare le tendenze “giuste” è compito del bravo investitore. E’ quanto ribadisce David Older di Carmignac nella sua ultima nota. Nello scenario attuale vige la “supremazia del più forte”. Solo le società in posizione di leadership sono in grado di conquistare una quota molto ampia dei profitti. Il loro approccio pionieristico e la loro capacità di costruire reti potenti, lasciano ai concorrenti poco spazio per crescere.

Netflix ne è un esempio. La società statunitense ha beneficiato del vantaggio di essere stata la prima nel suo ambito. In breve, è diventata il marchio simbolo del settore. E ha rapidamente visto crescere numero di utenti e utili. Nel tech, non tutto costituisce un’opportunità. Vi sono molti sottosegmenti, dalle piattaforme, alla robotica, al software e altro, e non tutte le aziende sono capaci di avere successo.

E’ necessario allargare lo sguardo a tutti i comparti interessati dalla rivoluzione digitale. Individuare tendenze che presentano schemi universali, sostenibili, modelli di business di successo. Applicabili cioè a tutte le aree geografiche e le imprese. Va individuato un mercato di ampia portata. Non ultima, la capacità di costruire una rete solida al fine di creare forti barriere all’ingresso. Essere capaci di catturare le realtà che sfuggono al consensus.

Ad esempio, Mercadolibre, una piattaforma per il commercio elettronico che opera in America Latina. Attualmente Mercadolibre sta sviluppano un’attività legata ai pagamenti all’interno di un segmento a bassa penetrazione in questa regione, applicando lo stesso modello di successo utilizzato da PayPal e eBay pochi anni fa.

Il timore di una replica della bolla tecnologica del 1999 andrebbe pesato con le differenze fra l’una e l’altra realtà. In quei mesi, le società del tecnologico colpite dalla bolla erano in gran parte focalizzate sull’impresa. Quelle attuali sono invece orientate verso i consumatori. Esse sono “più rivoluzionarie” e riuscono a ridurre la natura ciclica del tech. Crescono molto di più rispetto alla media di mercato, hanno bilanci solidi e generano molta liquidità.

Soltanto il tempo confermerà se i mutamenti di governance o le normative avranno un impatto sostanziale sul loro potenziale di crescita. Secondo gli esperti di Carmignac, il consensus sta ancora sottovalutando la dinamica dei profitti pubblicitari. La quale per esempio consente a Facebook di generare rendimenti sull’investimento che non hanno eguali nel settore pubblicitario, persino a seguito dei recenti scandali.

Teresa Scarale
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