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Tech alla riscossa: il settore accelera con la pandemia

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

09 Febbraio 2021
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel 2020, i mega round (deal da oltre 100 milioni di dollari) che hanno coinvolto le aziende tech private a livello globale sono stati 461 (+27% rispetto al 2019)

  • In crescita anche il numero di Ipo, con 360 società tecnologiche sbarcate in borsa (+33% rispetto al 2019)

  • Il commento di Giuseppe Rana, PwC partner, TMT Italy deals leader sul 2020 e le prospettive per l’anno in corso

Nel mezzo della crisi pandemica il settore tech si è dimostrato resiliente, registrando una crescita su più fronti. E il 2021 si prospetta all’insegna della digital trasformation

La pandemia ha dato un’ulteriore spinta alla trasformazione digitale in atto, spostando sempre più l’attenzione sulle aziende tech. “Il settore technology è stato tra i più resilienti nel corso del 2020 e ha avuto un ruolo centrale nell’emergenza Covid-19, con software e tecnologie a supporto del remote working, e-learning, e-commerce, e-health” spiega a We Wealth Giuseppe Rana, PwC partner, TMT Italy deals leader.

I numeri chiave del 2020

In riferimento allo scorso anno, un nuovo report di CB Insights ha riassunto i principali highlights nel panorama tecnologico. Stando ai dati della piattaforma di ricerca e analisi dei dati, i mega round (deal da oltre 100 milioni di dollari) che hanno coinvolto le aziende tech private a livello globale sono stati 461, un incremento del 27% rispetto al 2019. Tra i maggiori deal registrati c’è il round di finanziamento di serie E dell’unicorno cinese dell’edtech Zuoyebang da 1,6 miliardi di dollari a cui hanno preso parte investitori del calibro di Alibaba e SoftBank e quello da 1,5 miliardi di dollari di Epic Games, società di gaming creatrice del celebre videogioco Fortnite. In crescita anche il numero di Ipo, con 360 società tecnologiche sbarcate in borsa. Un balzo del 33% rispetto al dato del 2019 (271). Dopo una prima metà dell’anno partita in sordina, ben il 70% delle Ipo si è concentrato negli ultimi sei mesi del 2020. Come riportato dal sito Visual Capitalist, nel secondo semestre, Airbnb, DoorDash si sono aggiudicate un posto nella top 10 delle maggiori Ipo Usa di sempre, raccogliendo un totale di 10,3 miliardi di dollari. Ma il 2020 è stato un anno movimentato anche sul fronte delle acquisizioni. “La necessità di innovazione, diversificazione dell’offering e rafforzamento della posizione competitiva sono stati tra i razionali strategici alla base di numerose operazioni di M&A nel settore Tech nel corso del 2020” aggiunge Rana, citando tra le operazioni più significative nel 2020, “le 4 transazioni nel segmento dei semiconduttori, Nvidia-ARM ( la più grande operazione registrata, dal valore di ben 40 miliardi di dollari, ndr), AMD-Xilinx, Analog-Maxim e Marvell-Inphi, con un controvalore complessivo di $ 105 mld”. Infine, come ben noto, il comparto ha sovraperformato anche in Borsa. “La crescente domanda di soluzioni tecnologiche ha spinto in alto le valutazioni delle società tech” afferma Rana, evidenziando come nel 2020 l’indice Nasdaq composite ha messo a segno un +43%, tra le migliori performance negli ultimi 10 anni. Guardando ai colossi del settore, CB Insights mostra come un teorico fondo “Famga” (ovvero con in portafoglio le azioni di Facebook, Amazon, Microsoft, Google e Apple) da inizio a fine 2020 sarebbe cresciuto a un tasso del 51,9%, più di tre volte il tasso di crescita dell’S&P 500 (del 17,2%).

Le prospettive per il 2021

Per il tech, quest’anno si prospetta altrettanto movimentato su diversi fronti, a partire dalle operazioni diMerger and Acquisition. Alla luce della “necessità di continuare ad innovare e digitalizzare modelli di business ancora basati su sistemi e canali tradizionali e la disponibilità di capitali” l’M&A “continuerà ad essere una delle leve di creazione di valore del settore nel 2021” evidenzia rana, citando le tecnologie AR, VR per migliorare la customer experience nell’uso di piattaforme multimediali, cybersecurity, fintech e cloud computing tra i segmenti più attrattivi. Inoltre “il settore continuerà ad attrarre l’interesse di investitori finanziari sempre più alla ricerca di asset resilienti e ad alti tassi di crescita che giocheranno sempre più il ruolo di aggregatori in alcuni segmenti tech ancora molto frammentati”. Infine, conclude il partner di PwC, “le valutazioni elevate favoriranno transazioni nel mondo corporate basate anche su scambi azionari”. Tuttavia, tenendo conto della “crescente attenzione a temi di sicurezza nazionale, data privacy e concentrazioni di settore”, fattori geopolitici e regolatori potrebbero “limitare operazioni tech cross border”.

Virginia Bizzarri
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