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T.Rowe Price, nel 2019 nuova luce per la gestione attiva

T.Rowe Price, nel 2019 nuova luce per la gestione attiva

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Livia Caivano
Livia Caivano

20 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Negli Stati Uniti il 2019 vedrà un proseguimento del rialzo dei tassi

  • L’Europa affronterà il primo anno senza il quantitative easing

  • Sia le guerre commerciali sia Brexit continueranno a catalizzare l’attenzione degli operatori

Cosa aspettarci quest’anno? Secondo Donato Savatteri, dopo anni di sovraperformance della gestione passiva, potrebbe essere tornato il momento dell’alpha. L’outlook di T. Rowe Price

Innanzitutto volatilità, così come il 2018. T. Rowe Price si aspetta che il 2019 prosegua sulla stessa scia, per diverse ragioni: le tensioni politiche in Europa tra Brexit e Italia, le politiche monetarie discordanti ma soprattutto le tensioni commerciali. “Sarà probabilmente una nuova altalena ma il trend rimane positivo – continua Savatteri – Si disperderanno i rendimenti, il terreno più fertile per il gestore attivo di qualità. E’ in arrivo un nuovo ciclo dell’alpha: siamo entrati in un momento favorevole per le gestioni attive, dopo il periodo fortunato delle passive”. Dagli anni ’90 a oggi, il braccio di ferro tra gestione attiva e passiva è stato altalenante: fino al 1995 in media le strategie attive large cap hanno sovraperformato il benchmark ma nei cinque anni successivi i gestori hanno sottoperformato gli indici. Dal 2000 al 2009 l’alpha è stato quasi sempre positivo a causa di bolle speculative, crisi e volatilità. Negli ultimi dieci anni, poi, l’ampia liquidità e la bassa volatilità hanno favorito la gestione passiva. Ora che lo scenario cambia nuovamente ci sono più probabilità che inizi un nuovo ciclo in favore delle gestioni attive.

“Se, come nel caso di T. Rowe Price – commenta Donato Savatteri, country head per l’Italia – le gestioni attive hanno saputo navigare anche in condizioni di ampia liquidità e bassa volatilità – fattori che tipicamente giocano a vantaggio della gestione passiva – a maggior ragione un contesto come quello di quest’anno – caratterizzato da politiche monetarie meno accomodanti, volatilità più accentuata e maggiore dispersione dei rendimenti – non potrà che favorire una gestione strategicamente attiva, che include consistenza e affidabilità tra i suoi obiettivi per la generazione di valore”.

foto di Donato Savatteri in bianco e nero
Donato Savatteri - country head Italy T. Rowe Price

Scenario globale

Preoccupa la crescita a rilento della Cina per la quale le proiezioni parlano del 6%. “Tutta l’economia mondiale andrà a rilento con inevitabili ripercussioni sulle politiche monetarie. Il possibile atteggiamento da falco porterà più incertezze”, ma senza dubbio le banche centrali adesso non possono alzare i tassi. “Ci aspettiamo un lento ritiro dal quantitative easing e rimaniamo positivi sui mercati azionari in generale, specie Usa e mercati emergenti”. Questi ultimi promettono anche “valute attraenti”. Ma non può bastare. Troppo dipende dalla Cina e “il dollaro sarà debole nel medio termine”.

 

Livia Caivano
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