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Super Tuesday, mercati Usa in attesa dei risultati

Super Tuesday, mercati Usa in attesa dei risultati

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

03 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • In corsa per la nomination sono Bernie Sanders, Joe Biden, Michael Bloomberg, Elizabeth Warren

  • Gli Stati della California e il Texas, con 643 delegati, rappresenterebbero circa il 50% del totale in gioco nel Super Tuesday

  • I settori più colpiti dal programma di Bernie Sanders cono le assicurazioni private e il petrolifero

Mentre milioni di americani sono alle urne per determinare i candidati democratici in corsa alle presidenziali di novembre, si iniziano a fare i conti con i programmi elettorali dei favoriti. Secondo Filippo Diodovich di IG Italia, a spaventare maggiormente i mercati è Bernie Sanders

Il Super Tuesday è arrivato e si prepara ad accogliere alle urne milioni di elettori americani. Dopo l’inatteso trionfo di Joe Biden in South Carolina, 14 Stati accompagnati dalle Samoa americane hanno aperto i propri seggi alla tornata elettorale potenzialmente più decisiva in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre: a essere in gioco sono 1.357 delegati, il 34% del totale, che durante la convention estiva di Milwaukee potranno determinare il candidato democratico in corsa per la Casa Bianca. In attesa dei risultati che saranno disponibili in Italia nelle prime ore del mattino di domani, chi sono i favoriti e come si stanno preparando i mercati?

Secondo uno studio di Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, che ha esaminato i dati di scenario presentati dal blog politico FiveThirthyEight e riassegnato i delegati di Pete Buttigieg (che si è ritirato dopo i risultati del South Carolina), la corsa alla nomination democratica potrebbe tramutarsi in una sfida a due tra Bernie Sanders e Joe Biden. “Gli Stati del Sud e del Sud-est sembrano propendere per Joe Biden – si legge nella ricerca – Sanders dominerebbe negli Stati della costa est e, soprattutto, riuscirebbe a trionfare in California. Il Texas invece sarà un testa a testa”. Ricordiamo a tal proposito che gli Stati della California e il Texas, con 643 delegati, rappresenterebbero circa il 50% del totale in gioco nel Super Tuesday.

Mercati spaventati da Bernie Sanders

Secondo Diodovich, al di là dei pronostici, a spaventare maggiormente i mercati sarebbe il programma elettorale di Bernie Sanders, focalizzato su tre aspetti fondamentali: la sanità, l’educazione e le abitazioni. Con l’obiettivo “medicare for all”, il candidato democratico propone un piano di assistenza sanitaria pubblica e gratuita per ogni cittadino che, se da un lato favorirebbe il settore dell’healthcare, dall’altro andrebbe a colpire direttamente il settore delle assicurazioni private americane.

“Anche il settore petrolifero potrebbe essere affossato – spiega Diodovich – Sanders ha infatti più volte sostenuto il Green New Deal (il progetto normativo che punta ad affrontare l’emergenza del cambiamento climatico e della disuguaglianza economica, ndr) e la transizione dall’industria del greggio a quella delle energie rinnovabili”. Inoltre, il motto di Bernie Sanders sarebbe quello di combattere le élite di Wall Street, arricchitesi a discapito del peggioramento delle condizioni di vita delle classi operaie, una “vera dichiarazione di guerra” nei confronti della Borsa americana. “Dal punto di vista del settore bancario, infine, Sanders ha portato avanti anche la divisione tra banca d’investimento e banca commerciale (nel 1998 si oppose all’abrogazione del Glass-Steagall Act, che prevedeva la separazione fra banche d’investimento e banche di deposito, ndr) – continua Diodovich – E tra le società più quotate a Wall Street ci sono proprio le banche d’affari”.

Chi vincerebbe contro Trump

Diverso, invece, è l’approccio di Joe Biden, definito dall’esperto come più moderato e sostenuto dall’establishment democratico. Ma quale dei due favoriti potrebbe avere più probabilità di vincere contro Trump? Secondo Diodovich, tutto dipende dal modo in cui l’amministrazione attuale sarà in grado di gestire l’emergenza Coronavirus nei prossimi mesi, aspetto che potrebbe essere usato sia da Sanders che da Biden per ottenere consensi. Ma, tra i due, ad avere più possibilità sarebbe Joe Biden. “Rispetto a Sanders potrebbe riuscire a raccogliere i voti di quei cittadini americani moderati che non hanno gradito l’atteggiamento di Trump in merito non solo all’Iran ma anche all’uscita dal patto sul nucleare e dagli accordi di Parigi sul clima – spiega Diodovich – Questa parte moderata è difficile che possa votare per Sanders, che ha comunque delle idee particolarmente radicali”.

Il Coronavirus preoccupa i mercati più delle elezioni

Nonostante le preoccupazioni relative ai programmi elettorali dei favoriti, in attesa del Super Tuesday rivelatorio secondo Diodovich i mercati non avrebbero subito movimenti particolari, trainati invece dall’emergenza del Coronavirus. “Questo porta a credere che anche stanotte, a meno che non ci sia una super vittoria dell’uno o dell’altro candidato, i mercati non subiranno forti scossoni”, conclude Diodovich. Nel frattempo, alla luce dei rischi legati all’impatto economico dell’emergenza sanitaria, la Federal Reserve ha tagliato di mezzo punto percentuale i tassi d’interesse americani, portandoli dall’1% all’1,25%.

Rita Annunziata
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