PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Sterlina, l'ombra lunga della Brexit sui tassi

Sterlina, l'ombra lunga della Brexit sui tassi

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

07 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Nel mezzo dell’incertezza sulla Brexit, la BoE ha abbassato le sue prospettive per l’economia britannica. Le previsioni parlano di tassi di crescita mai così bassi dal 2009

  • Il governatore della BoE Carney ha però sottolineato che nella seconda metà dell’anno le maggiori certezze in ambito politico influiranno positivamente sugli investimenti

La Bank of England come previsto non ha alzato i tassi. Per la sterlina si prevede dunque un periodo di fiacca in un contesto di crescita mai così bassa dal 2009, come sottolineato da WisdomTree. Più ottimista invece GSAM

Tutti erano in attesa della comunicazione odierna (7 febbraio 2019) della Banca d’Inghilterra in merito ai tassi di interesse. Dato il contesto attuale di estrema incertezza e disaccordo sulla Brexit, la banca centrale ha abbassato le sue prospettive per l’economia britannica, lasciando la sterlina in un’area di cautela. “Si prevede ora che i tassi di crescita siano i più bassi dal 2009”, afferma Nitesh Shah, Director Research di WisdomTree. Aggiungendo poi che molte società hanno dichiarato di non essersi preparate per un “no deal, no transition Brexit”. Il che sembra essere la causa che impedisce alla banca di “condizionare il mercato per eventuali variazioni dei tassi nel prossimo futuro”.

Pressioni inflazionistiche contenute

Per la prima metà del 2019, la BoE prevede che le pressioni inflazionistiche restino contenute. Tuttavia, ci si aspetta che la crescita della domanda aumenti nella seconda metà dell’anno, aiutando l’istituto a riportare l’inflazione agli obiettivi prefissati.

Un leggero ottimismo sulla sterlina

Il rapporto della BoE sull’inflazione pubblicato oggi non è stato così pessimista come il mercato si aspettava. Il che ha favorito un certo apprezzamento della sterlina dallora della pubblicazione del documento, consentendo così al cambio sterlina/dollaro di recuperare la maggior parte delle perdite della mattinata. Sono ormai però tre settimane che la sterlina è scambiata rispetto al dollaro intorno al minimo. Al cauto ottimismo contribuisce anche Andrew Wilson, Ceo di Goldman Sachs Asset Management (GSAM) per l’EMEA. L’analista infatti si aspetta che le incertezze politiche diminuiranno a fine anno.

A quel punto, “l’attenzione sarà maggiormente concentrata sull’incremento dei tassi di interesse”. Il tasso di disoccupazione ha del resto raggiunto i minimi storici degli ultimi 44 anni. E la crescita nominale e reale dei salari è in aumento, mentre l’inflazione sta raggiungendo moderatamente il target.

Carney guarda al secondo semestre del 2019

Il governatore della BoE Mark Carney ha commentato che l’incremento dei consumi delle famiglie comporta un rischio upside per la crescita. Fatto dovuto a una crescita stabile dei salari. Carney ha inoltre sottolineato che nella seconda metà dell’anno le maggiori certezze in ambito politico influiranno positivamente sugli investimenti. Questo è il motivo per cui GSAM prevede che le linee guida delle banche centrali indirizzate verso un incremento dei tassi graduale ma allo stesso tempo contenuto restino invariate.

La prossima stretta monetaria

Il mercato si aspetta una stretta monetaria non prima del terzo trimestre del 2020. Perciò GSAM ritiene che “un ribilanciamento delle aspettative della BoE a seguito del calo delle incertezza legata a Brexit porterà a una sottoperformance dei tassi nel Regno Unito”. Ciò include anche i rendimenti reali, che verso la fine dell’anno scorso hanno invece sovraperformato a causa dei timori di un no-deal inflazionistico sulla Brexit.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Goldman Sachs"
ALTRI ARTICOLI SU "Wisdom Tree"