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State Street: a gennaio cala la fiducia da parte degli investitori

State Street: a gennaio cala la fiducia da parte degli investitori

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

30 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • L’ indice globale che misura la fiducia degli investitori è sceso di 3,2 punti rispetto al mese scorso

  • Il dato è in calo in Europa e Nord America mentre in Asia si registra un aumento

  • Il commento di Michael Metcalfe, responsabile global macro strategy di State Street Global Markets

Giù la fiducia degli investitori in Europa e Nord America; Asia in controtendenza. I dati di gennaio dell’Ici di State Street

A livello globale, questo mese gli investitori sono meno fiduciosi. Lo ha reso noto State Street Global Markets attraverso il suo Investor Confidence Index (Ici). L’ indice, che misura la fiducia o la propensione al rischio degli investitori analizzando l’effettivo comportamento di acquisto e vendita da parte degli investitori istituzionali, è infatti sceso a quota 76,5 punti (dove 100 è neutrale), riportando una flessione di 3,2 punti rispetto al mese di dicembre.

Guardando alle diverse aree geografiche, in Europa l’indice ha registrato un calo di 3,9 punti, attestandosi a quota 105,5 mentre l’Ici nordamericano è passato dai 71.5 punti di dicembre a 68.2 punti, perdendo 3.4 punti nel mese di gennaio. Migliora invece il sentiment degli investitori in Asia, dove l’indice mostra un incremento di 4,8 punti e sale a quota 93,9.

 

Michael Metcalfe, responsabile global macro strategy di State Street Global Markets commenta i dati di questo mese, paragonando il contesto attuale di minor fiducia alla situazione “vissuta in occasione nel primo round di acquisti di asset da parte della Bce, quando la promessa di acquistare asset ha avuto un impatto molto più significativo sugli investitori rispetto a quanto non abbia fatto l’acquisto di asset stesso”.

Metcalfe precisa che, poiché i dati sull’indice si riferiscono alle rilevazioni effettuate fino al 22 gennaio “è probabile che il potenziale impatto sul sentiment degli investitori legato all’aumento dei casi di contagio da Coronavirus non si rifletta sui dati di questo mese”.

Inoltre, “non volendo in alcun modo minimizzare la tragedia umana già in corso, è ancora troppo presto per valutare l’impatto della diffusione del Coronavirus sulla fiducia degli investitori”. Tuttavia, conclude Metcalfe, “notiamo che la copertura mediatica del virus è molto più ampia rispetto allo stesso stadio di episodi simili. Dal lato ottimista ciò significa una maggiore consapevolezza che potrebbe limitarne la diffusione, ma diffonde anche preoccupazione e incide sia sul sentiment che sull’attività”.

Virginia Bizzarri
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