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S&P rivede al rialzo le stime sul Pil dell’Italia per il 2020

S&P rivede al rialzo le stime sul Pil dell’Italia per il 2020

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Livia Caivano
Livia Caivano

24 Settembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • “I dati attuali suggeriscono che la maggior parte delle economie europee operino a circa il 5% al di sotto dei livelli pre-Covid”

  • “A luglio, le vendite al dettaglio avevano già superato quelle dell’anno precedente dello 0,6%, mentre le costruzioni e la produzione industriale erano scese rispettivamente del 4% e dell’8%”

S&P Global Ratings aggiorna le previsioni economiche relative al 2020. L’economia della zona euro si è ripresa più rapidamente del previsto dalla prima ondata di Covid-19.  Per l’Italia migliora la stima precedente da -9,5% a 8,9%

L’economia della zona euro e dell’Italia potrebbe reagire meglio del previsto all’impatto della pandemia nel 2020 e nel 2021. Secondo un report S&P Global Ratings quest anno il Pil dell’Italia calerà del 8,9% e non del 9,5% come precedentemente invece ipotizzato lo scorso giugno. Le stime sono riviste al rialzo anche per il 2021: dal +5,3% dell’analisi precedente, ora S&P parla di una crescita del 6,4% nel 2021. Per l’eurozona la stima è di un 7,4% quest’anno e di un rimbalzo del 6,1 l’anno prossimo.

 

Tuttavia, l’eurozona sta entrando in un “periodo di transizione molto difficile a causa del ritiro graduale del sostegno del governo all’attuazione del programma di riforme economiche dell’Ue”, si legge nel report. “La liquidità, il comportamento delle famiglie e la domanda saranno fondamentali per consentire all’economia europea di resistere a questa transizione e molto potrebbe andare storto lungo il percorso”. Rimarrà una pressione inflazionistica lenta, ma l’agenzia di rating non crede che la Banca centrale europea inasprirà presto la politica monetaria, in termini di tassi di interesse o di bilancio.

Dopo aver vissuto la peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale, la ripresa economica della zona euro dai blocchi è stata sorprendentemente veloce. “Da quando abbiamo pubblicato le nostre ultime stime a giugno, le previsioni più pessimistiche, come quelle dell’Ocse e, in misura minore, della Bce, si sono avvicinate alla nostra visione”. Si parte dai dati mensili: appena concluso il lockdown in tutti i Paesi i cittadini sono tornati a spendere. Questo ha comportato un rimbalzo della produzione industriale e dell’attività di costruzione. “I dati attuali suggeriscono che la maggior parte delle economie europee operino a circa il 5% al di sotto dei livelli pre-Covid. A luglio, le vendite al dettaglio avevano già superato quelle dell’anno precedente dello 0,6%, mentre le costruzioni e la produzione industriale erano scese rispettivamente del 4% e dell’8%”.

Consumi

Anche se dopo un’iniziale ripresa significativa delle attività, i consumi sono tornati a calare in estate, il rimbalzo della spesa delle famiglie sembra destinato a durare: “Le statistiche disponibili sul reddito disponibile, sui prezzi al consumo e sulla spesa al consumo per Francia e Germania suggeriscono che i tassi di risparmio delle famiglie sono aumentati tra sette e nove punti percentuali durante il secondo trimestre per raggiungere circa il 24% del reddito disponibile lordo in media per il eurozona. Poiché i volumi delle vendite al dettaglio a luglio sono aumentati più del reddito da lavoro e i prezzi al consumo sono diminuiti, possiamo ragionevolmente presumere che le famiglie abbiano iniziato a ridurre il loro tasso di risparmio. Altre indicazioni di ciò sono che le banche hanno concesso 54,5 miliardi di euro di nuovi prestiti alle famiglie tra maggio e luglio, mentre le immatricolazioni di nuove auto sono rimbalzate del 46% trimestre su trimestre a luglio e agosto”.

Livia Caivano
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