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S&P 500: il 'prezzo' della recessione

S&P 500: il 'prezzo' della recessione

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

20 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • La profonda discesa dell’S&P 500

  • L’analisi di Goldman Sachs sul crollo dell’indice durante 11 recessioni

  • Il commento di Filippo Diodovich (IG Italia)

L’ S&P 500 ha perso circa il 30% dal picco di metà febbraio. Guardando al passato, l’indice azionario americano sta già scontando una recessione. Ma quanto sarà profonda?

L’emergenza Coronavirus sta affossando i mercati globali, scatenando il panico degli investitori e portando la volatilità a livelli record. Il VIX, indice che misura la volatilità implicita delle options dell’indice S&P 500 o più semplicemente “la paura degli investitori” ha  superato i livelli della crisi del 2008. Intanto l’Onu lancia l’allarme: “una recessione globale, forse di dimensioni record, è quasi una certezza” ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. In questa tempesta perfetta, che si  è  abbattuta sui mercati, l’S&P 500, il paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione, ha perso circa il 30% dai massimi toccati il 29 febbraio, bruciando più di 8 mila miliardi di dollari di valore. Ma quanto sarà profonda questa recessione e quanto impatterà ancora sull’indice americano?

Guardando nello specchietto retrovisore, Goldman Sachs ha analizzato le flessioni dell’ S&P500 nel corso di 11 recessioni dal 1948. Dal picco ai minimi (peak  to trough), la perdita media registrata dall’indice durante le recessioni è stata del 30%, con una mediana del 22% e un range compreso tra -14% a -57% . Mediamente, il rimbalzo a 6 mesi dopo il crollo è stato del 26%. Con l’indice benchmark americano che perde già il 30% dal suo record a febbraio, sembra proprio che, per gli investitori,  gli Stati Uniti siano diretti verso una significativa recessione.
S&P 500 performance around US recessions Source: FactSet,, Goldman Sachs Global Investment Research. As of March 16, 2020.
S&P 500 performance around US recessions Source: FactSet, Goldman Sachs Global Investment Research. As of March 16, 2020

“Crediamo che sia estremamente importante ascoltare nei prossimi giorni quello che il mercato azionario sta cercando di dirci. Se l’S&P 500 dovesse scendere sotto i 2.300, ciò segnalerebbe che le azioni stanno anticipando qualcosa di più grave di una recessione” avverte martedì, in una nota, Lori Calvasina, head of U.S. equity strategy di RBC Capital Markets. Questo dopo che Goldman Sachs, pur confermando una chiusura del 2020 a 3200 punti, ha previsto un calo dello S&P 500 fino a 2000 punti a metà anno.

“Al momento la Fed ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per dare liquidità al sistema del credito, quindi impedire che le imprese possano fallire. Donald Trump sta preparando un maxi piano fiscale di sostegno alle imprese e ai cittadini  americani. Tuttavia, tutte queste misure sono riuscite, insieme a quelle dell’Europa, a calmare solo temporaneamente la situazione. Mentre in Italia è probabile che tra qualche settimana si raggiunga il picco, nel resto dell’Europa e soprattutto negli Stati Uniti hanno appena cominciato” ha spiegato a We Wealth, Filippo Diodovich, Senior Strategist di IG Italia.

Lo strategist ha poi  aggiunto in un report quanto segue:

“Riteniamo che in mancanza di nuove misure la stabilizzazione dei mercati finanziari possa essere solo temporanea. Il probabile acuirsi delle emergenze di coronavirus negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti potrebbe causare l’ennesimo cortocircuito delle piazze finanziarie. Solamente con misure economiche nuove ed estreme si possono limitare i danni economici del virus. Senza dimenticare che ogni Stato dovrà eseguire anche quelle sanitarie, ovvero il distanziamento sociale, l’aumento dei tamponi, l’isolamento dei pazienti positivi e il rintracciamento dei contatti delle persone positive”.

Virginia Bizzarri
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