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S&P 500: Goldman Sachs alza il target di fine anno a 3600

S&P 500: Goldman Sachs alza il target di fine anno a 3600

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

17 Agosto 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Gli strategist di Goldman Sachs vedono l’S&P 500 a quota 3.600 punti entro dicembre (la previsione precedente era di 3.000)

  • L’indice azionario di riferimento negli Usa è tornato ai livelli pre-covid ed è sempre più vicino ai massimi di febbraio

  • A detta degli strategist, le tempistiche per un vaccino e il percorso di recupero dalla pandemia rappresentano i principali rischi per le previsioni

Gli strategist della banca d’affari americana hanno alzato del 20% il target di fine 2020 per il principale indice Usa

Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il target a fine anno per l’S&P 500 portandolo da 3000 a 3600 punti (+7%). La banca d’affari americana si attende inoltre che l’indice raggiungerà i 3800 punti tra 12 mesi.

We now expect S&P 500 will end 2020 at 3600
Nuove previsioni per l'S&P 500 (al 13 agosto 2020) Fonte: Goldman Sachs Global Investment Research

La scorsa settimana il principale indice Usa ha chiuso in territorio positivo, guadagnando lo 0,8%. Dai minimi di marzo l’S&P 500, attualmente a quota 3.372,85 punti, ha guadagnato il 51%. È interessante notare come ben 14 punti percentuali del rally siano attribuibili ai cinque maggiori titoli (quelli delle big del tech Apple, Microsoft, Amazon, Google e Facebook) che costituiscono attualmente il 23% della capitalizzazione dell’indice. Detto in altre parole, fanno notare gli strategist di Goldman Sachs, gli altri 495 titoli hanno contribuito insieme “solo” per il 72% del rimbalzo. Un rally che riavvicina il paniere americano ai massimi storici toccati lo scorso 19 febbraio, quando l’indice aveva raggiunto i 3.386 punti. Tuttavia, evidenzia la banca d’affari, i fattori alla base delle valutazioni sono cambiati notevolmente negli ultimi sei mesi. “Come hanno dimostrato gli ultimi mesi, i prezzi delle azioni non riflettono solo il flusso futuro atteso degli utili, ma anche il tasso in base al quale gli utili sono scontati al valore attuale. Un crollo del risk-free rate (tasso privo di rischio, ndr) spiega in parte perché le azioni abbiano ottenuto risultati così buoni nonostante le revisioni al ribasso degli utili attesi” evidenziano gli esperti in una nota.

“Guardando avanti – continuano gli strategist – il calo del premio per il rischio azionario (Erp- equity risk premium, ndr) supererà l’aumento dei rendimenti obbligazionari, e in combinazione con le nostre previsioni sugli utili per azione (Eps-earnings per share, ndr) al di sopra del consenso, porterà l’indice S&P 500 a quota 3.600 entro la fine dell’anno”. Per il team guidato da David Kostin l’incertezza sulle elezioni americane rimane un fattore di rischio significativo per le previsioni in quanto il coronavirus rappresenta una “grave complicazione” per una tempestiva tabulazione dei risultati delle elezioni. Ma i principali rischi, a detta degli strategist, rimangono le tempistiche per un vaccino e il percorso di ripresa dalla pandemia. A destare particolare attenzione da parte degli investitori sono i negoziati su un nuovo pacchetto fiscale  Usa, attualmente in fase di stallo. “Continuiamo ad aspettarci un accordo globale di stimolo, ma più a lungo si trascinerà l’attuale situazione di stallo, più probabile sarà che lo stress finanziario delle famiglie possa stroncare la nascente ripresa” avvertono gli economisti di Credit Suisse in un report settimanale.

 

Virginia Bizzarri
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