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S&P 500: cosa aspettarci nei prossimi 10 anni?

S&P 500: cosa aspettarci nei prossimi 10 anni?

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

15 Luglio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo le stime di Goldman Sachs, il rendimento totale (nominale) annuo medio dell’S&P 500 nei prossimi 10 anni sarà del 6%

  • Nel decennio passato, il listino di riferimento della Borsa americana ha registrato un rendimento annuo del 13,6%.

  • Deglobalizzazione, tax rate, costo del lavoro, demografia e composizione dell’indice sono, a detta della banca d’affari Usa, i rischi principali che potrebbero impattare sulla performance dell’indice

Le previsioni di Goldman Sachs sulla performance del principale indice azionario Usa nei prossimi 10 anni

Come performerà l’S&P 500 da qui al 2030? Goldman Sachs ha fatto i calcoli. Gli strategist della banca d’affari americana stimano che nei prossimi 10 anni il rendimento totale (nominale) annuo medio del listino di riferimento della Borsa americana sarà del 6% (inclusi i dividendi). Una percentuale che potrebbe oscillare in un range tra il 2% e l’11%.

Il listino negli ultimi 10 anni...

Nel decennio passato, l’S&P 500 ha registrato un rendimento annuo del 13,6%. Alla base dell’ottima performance del listino, evidenzia Goldman Sachs, ci sono diversi fattori. L’espansione economica da record, l’aumento dei margini operativi, le aliquote fiscali più basse e il focus delle aziende sui buyback nell’ insieme hanno contribuito per il 30% del rendimento totale dell’indice. Il crollo dei tassi di interesse e la conseguente spinta sui multipli P/E da 11,7x a 21,8x combinati all’espansione delle valutazioni hanno rappresentato il 44% del rendimento totale. Infine, si legge nel report, i dividendi hanno contribuito per il restante 26%.

...e le prospettive per i prossimi 10

Il rendimento annuo medio del 6% previsto da Goldman Sachs per l’S&P nei prossimi 10 anni deriverà per il 25% dai dividendi e per il 75% da un aumento del prezzo delle azioni. Stando ai risultati dell’analisi, l’S&P 500 supererà le obbligazioni nella decade a venire. In particolare, a detta degli strategist, per un investitore che ipoteticamente acquista oggi l’indice e un buono del tesoro Usa a 10 anni mantenendolo fino alla scadenza nel 2030, la probabilità di generare un rendimento superiore con l’indice azionario è del 90%.

Alla luce dell’incertezza che caratterizza le previsioni di lungo termine, all’interno del report, il team di Goldman Sachs identifica i rischi principali che potrebbero impattare sulla performance dell’indice e quindi sull’accuratezza delle previsioni. Questi sono rispettivamente: la deglobalizzazione, il tax rate, il costo del lavoro, la demografia e la composizione dell’indice. Soffermandoci su questo ultimo punto, la banca d’affari evidenzia come, da luglio 2012, anno della pubblicazione dell’edizione precedente del report (in cui erano contenute le previsioni sulla performance dell’S&P 500 a 10 anni) siano entrate a far parte dell’indice ben 170 nuove società, che ora rappresentano il 17% della capitalizzazione totale del listino. “È difficile, e probabilmente impossibile prevedere con precisione il rendimento a lungo termine di un indice quando le imprese che potrebbero essere aggiunte al benchmark in un futuro non troppo lontano potrebbero non essere ancora state fondate” precisano gli strategist.

Virginia Bizzarri
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