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Investimenti sostenibili, il 63% degli italiani aumenta la quota

01 Ottobre 2018 · Teresa Scarale · 5 min

  • Il comportamento delle imprese viene premiato dagli investitori, sempre più attenti alle loro scelte

  • Quello italiano si inserisce in un trend globale

  • Manca però ancora qualcosa

Lo si apprende all’interno della ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2018. C’è però un aspetto cruciale su cui bisogna ancora lavorare per potenziare i benefici di questo approccio. Il 25% degli italiani denuncia, infatti, la difficoltà di ricevere un’adeguata consulenza su questo tipo di investimenti

Courtesy Schroders

Investire pulito sta a cuore agli italiani. È quanto emerge da una ricerca della società di asset management Schroders, secondo la quale il 63% degli investitori italiani ha aumentato la sua quota di investimenti sostenibili.

Condotta su oltre 22.000 persone in 30 Paesi, dalla ricerca emerge che il comportamento delle società in cui investire è considerato un fattore di scelta più rilevante rispetto a 5 anni fa per il 73% degli investitori italiani.

Il mondo ha scoperto l’importanza dei sostenibili

La tendenza italiana non è però controcorrente. Essa si colloca in un atteggiamento degli investitori globali che vede la sostenibilità un fattore di scelta rilevante per il 74% degli europei e per il 76% degli investitori a livello mondiale. Inoltre, l’esposizione su strumenti sostenibili è aumentata per il 60% degli investitori in Europa e per il 64% globalmente. L’aumento degli investimenti sostenibili dichiarato dagli italiani si traduce in una percentuale media di allocazione del 36% del portafoglio, in linea con gli investitori a livello europeo (36%) e globale (37%).

Ciò è supportato dal crescente convincimento degli investitori che l’approccio sostenibile non va a scapito del rendimento nel lungo termine: solo il 23% degli italiani teme infatti una possibile correlazione negativa. Si tratta di un dato incoraggiante, ma resta importante l’impegno a livello di industria verso una maggiore e più diffusa educazione finanziaria.

Secondo Schroders, è “fondamentale abbattere le barriere psicologiche che frenano questo tipo d’investimento e renderne noti i benefici per il proprio portafoglio e la società intera”. Fra gli ostacoli che frenano gli investimenti sostenibili, emerge la carenza di informazioni, manifestata dal 60% degli intervistati.

 

Courtesy Schroders

Più nel dettaglio, questa mancanza di informazioni fa riferimento, per il 32% dei partecipanti italiani, all’engagementvdei gestori nei confronti delle società su cui investono. Un tema meno caldo per gli investitori europei (23%) e per quelli a livello globale (26%).

Un gap dal colmare

Ma si può fare ancora meglio. Permane infatti la barriera della mancata comprensione del significato reale di investimento sostenibile. Il 25% degli italiani denuncia inoltre la difficoltà di ricevere un’adeguata consulenza su questo tipo di investimenti. Il 16% degli italiani non riesce a individuare con precisione gli strumenti con un approccio realmente sostenibile. In Europa e nel mondo invece queste percentuali si attestano rispettivamente al 20% e al 22%. Per il 6% degli investitori non è addirittura chiara la definizione di investimento sostenibile. Però in questo caso facciamo meglio dell’Europa e del mondo nel complesso (7% e 9% di “ignari”).

Il commento

Jessica Ground, global head of stewardship, Schroders, ha commentato quanto segue: “Questo studio mette in evidenza la rapida crescita dell’interesse nei confronti degli investimenti sostenibili, incrementati dal 64% degli investitori a livello globale negli ultimi 5 anni. Resta tuttavia cruciale l’impegno dell’industria a educare tutti gli investitori riguardo ai potenziali benefici di questo approccio. L’impatto negativo sui rendimenti non rappresenta più un ostacolo per molti, anche se permangono barriere che frenano gli investitori, evidenziando la necessità di una maggiore trasparenza e consulenza su queste strategie”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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