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Schroders, positivi per il mercato giapponese nel 2019

21 Dicembre 2018 · Redazione We Wealth · 3 min

  • Il miglioramento dell’economia reale spingerà la crescita degli utili aziendali che prevediamo per i prossimi due anni

  • Non si vedono ancora gli effetti del miglioramento della visibilità sugli utili aziendali, e la recente battuta di arresto del mercato ha portato ad un ulteriore de-rating delle valutazioni

L’economia giapponese è migliorata gradualmente nel 2018 e il contesto politico domestico è stabile riporta Schroders nel suo outlook per il 2019. Tuttavia, alcuni rischi esterni e le tensioni commerciali l’anno prossimo potrebbero influenzare il sentiment degli investitori.

In Giappone è in corso un miglioramento graduale e continuo delle condizioni economiche domestiche, riporta Schroders nel suo outlook per il 2019. Il Governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda prosegue con la politica monetaria aggressiva, allo scopo di uscire stabilmente dalla deflazione. Altro elemento di stabilità deriva dalla riconferma del Primo Ministro Abe nelle elezioni dell’ottobre 2017 – il mandato proseguirà fino al 2021 Il mercato del lavoro sta migliorando in modo costante, mantenendo una pressione al rialzo sui salari. L’aumento dei tassi di partecipazione ha compensato in una certa misura i noti problemi demografici del Giappone: questo aspetto, che continua ad essere poco riconosciuto, costituisce uno dei principali successi delle politiche del governo. Sebbene questo particolare trend possa raggiungere presto il picco fisiologico, la rigidità del mercato del lavoro può sostenere la recente pressione al rialzo sui salari. Ciò si rifletterà sulle aspettative inflazionistiche che, a loro volta, aumenteranno il pricing power delle società orientate al mercato domestico. Il miglioramento dell’economia reale spingerà la crescita degli utili aziendali che prevediamo per i prossimi due anni.

Inoltre – continua Schroders – il capex sta eccedendo di molto le aspettative iniziali delle aziende: si tratta parzialmente di una risposta razionale all’impatto macroeconomico della carenza di forza lavoro, ma anche in parte dell’inversione del trend di lungo periodo relativo alla scarsità degli investimenti, soprattutto in tecnologia e sistemi, che ha caratterizzato il periodo di deflazione.

Il Giappone per ora ha evitato il confronto con gli Stati Uniti

In contrasto rispetto alla stabilità domestica, Schroders mette in evidenza la rapida escalation delle tensioni commerciali tra Usa e Cina ha generato una grande quantità di incertezza. Il Giappone finora ha evitato che il proprio surplus commerciale finisse nel mirino degli Stati Uniti, ma il persistente sbilanciamento, in particolare nel settore automotive, rimane un facile bersaglio potenziale per l’Amministrazione del Presidente Trump. Inoltre, gli effetti collaterali dei contrasti tra USA e Cina potrebbero diventare più significativi per il Giappone nei prossimi 12 mesi.

Gli investitori stranieri restano titubanti

Gli investitori d’oltreoceano hanno continuato ad avere un approccio volubile all’azionario giapponese. Nel complesso gli stranieri tendono ad essere influenzati dal momentum, vendendo nei momenti di debolezza del mercato e comprando nei periodi di forza. La conseguenza è che non si sono ancora visti gli effetti del miglioramento della visibilità sugli utili aziendali, e la recente battuta di arresto del mercato ha portato ad un ulteriore de-rating delle valutazioni.

Nel frattempo, la Bank of Japan rimane un grande acquirente di titoli azionari attraverso gli etf. Per quanto questo possa essere un metodo efficace per il suo programma di acquisti di asset, vi è un rischio crescente di distorsione dei prezzi di mercato. Tuttavia, per il 2019 non c’è ragione di credere che il volume di acquisti diminuisca ed è decisamente prematuro preoccuparsi per l’impatto potenziale di una riduzione negli asset posseduti dalla banca centrale.

In conclusione, il modesto aumento dell’inflazione e dei salari comporterà maggiori costi; tuttavia, gli utili societari stanno reagendo in modo positivo al miglioramento delle condizioni domestiche, con le aziende che cominciano a recuperare parte del proprio pricing power dopo quasi due decenni di deflazione.

Anche se gli investitori dovranno probabilmente fare i conti con maggiori rischi esterni, in particolare relativi al commercio, alcuni dei rischi domestici si sono ridotti negli ultimi trimestri. Dovremmo pertanto nutrire maggiore convinzione nella nostra view sulle valutazioni attuali dell’azionario giapponese.

Redazione We Wealth
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