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Schroders: i quattro driver del 2020

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Redazione We Wealth
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03 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per quanto riguarda Usa e Cina è difficile prevedere le tempistiche, l’ampiezza e la sostenibilità di qualsiasi accordo nella disputa commerciale tra Usa e Cina

  • Occhi puntati anche sul dollaro. C’è infatti la  possibilità questo si indebolisca nei prossimi 12 mesi

Sono quattro le variabili da tenere in considerazione in questo 2020. Si parla di impulso creditizio cinese, della politica monetaria accomodante, della forza del dollaro e delle tensioni commerciali tra Usa e Cina

Impulso creditizio cinese, politica monetaria, dollaro e guerra commerciale Usa- Cina sono i quattro driver che sosterranno, secondo Tom Wilson, Head of Emerging Markets Equities, Schroders, l’azionario emergente nel 2020.

  1. Impulso creditizio cinese: l’impulso creditizio cinese rappresenta il cambiamento a livello di nuovo debito emesso in percentuale rispetto al Pil, si è stabilizzato ed è migliorato nella seconda metà del 2018 e nel 2019. Intanto, sono stati introdotti nuovi stimoli, sia monetari che fiscali.

“Ci aspettiamo che gli stimoli resteranno moderati nel 2020, soprattutto a causa del livello del debito in continuo aumento negli ultimi dieci anni. I dati macroeconomici in Cina continuano ad essere deboli. Tuttavia, ci aspettiamo che la crescita economica sarà relativamente stabile nel 2020, in funzione delle attuali previsioni di stimolo, in seguito a un notevole calo dell’attività economica nella seconda metà del 2018 e nella prima metà del 2019” spiega Wilson.

  1. Politica monetaria: a metà 2019 le banche centrali dei mercati sviluppati hanno fatto marcia indietro verso politiche più accomodanti. La Fed ha effettuato tre tagli da 25 pb nella seconda metà dell’anno. La Bce ha riavviato il quantitative easing a novembre, con un programma di acquisti da 20 miliardi di euro al mese. L’allentamento monetario dei paesi sviluppati ha facilitato l’attuazione di politiche accomodanti anche nei mercati emergenti. Inoltre, alcuni Paesi emergenti vedranno un ulteriore easing fiscale nel 2020rispetto al 2019.
  2. il dollaro: c’è la possibilità che il dollaro si indebolisca nei prossimi 12 mesi. Al momento il dollaro è costoso e “ci aspettiamo che la crescita del differenziale tra Usa da un lato ed Europa e mercati emergenti dall’altro migliorerà nel 2020” sottolinea Wilson. Il deprezzamento del dollaro generalmente coincide con l’apprezzamento delle valute emergenti e si tratta di una notizia positiva sia per le condizioni finanziarie negli emergenti che per il cambio degli utili locali in dollari.
  3. Guerra commerciale Usa-Cina: è difficile prevedere le tempistiche, l’ampiezza e la sostenibilità di qualsiasi accordo nella disputa commerciale tra Usa e Cina. Tuttavia, le negoziazioni in corso indicano che entrambe le parti sono interessate a evitare ulteriori escalation.

Impatto sui mercati emergenti

Tutto ciò dovrebbe essere di supporto per la crescita nei mercati emergenti nel 2020. I nostri economisti, spiega Wilson, prevedono che il Pil emergente accelererà dal 4,1% del 2019 al 4,5% nel 2020. E il ciclo industriale potrebbe migliorare nel 2020. L’attuale contesto ha infatti portato a un deterioramento degli investimenti delle aziende e degli scambi commerciali. Il ciclo industriale potrebbe vedere una ripresa guidato dall’allentamento monetario e fiscale, da un dollaro lievemente più debole e da un parziale affievolimento delle tensioni commerciali.

In generale la bilancia dei rischi sembra favorire gli emergenti, a livello di trade war e potenziale debolezza del dollaro. La crescita dovrebbe migliorare, le valutazioni sono a livelli ragionevoli e le aspettative sugli utili potrebbero essere soddisfatte nel 2020. Dall’altro lato, la relazione tra Usa e Cina resta incerta e la crescita cinese debole. Inoltre, il contesto globale continua a mostrare debito in eccesso e stagnazione secolare, con crescita sottostante debole. I mercati hanno avuto un anno di solide performance, grazie alle politiche di easing.

 

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