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Schroders, 3 motivi per essere ottimisti sulla crescita

Schroders, 3 motivi per essere ottimisti sulla crescita

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Redazione We Wealth
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21 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Secondo Keith Wade di Schroders, “le preoccupazioni riguardo a una possibile recessione resteranno elevate nel breve termine”

  • Guardando a un orizzonte temporale di più lungo periodo, Schroders è diventata “più ottimisti riguardo alla crescita”

Secondo Schroders la crescita globale è in rallentamento. Ma ci sono tre motivi per essere ottimisti: prezzi energetici più bassi, probabile risoluzione del conflitto commerciale Usa-Cina e politica monetaria più accomodante

Recessione o non recessione? È un quesito al momento sulla bocca di molti. Secondo Schroders siamo ancora lontani da una recessione, però potremo presto assistere a un rallentamento. Questo, anche se gli indicatori di breve termine restano deboli e i volumi degli scambi commerciali a livello globale sono crollati alla fine del 2018. Ecco la view di Keith Wade, chief economist & strategist di Schroders.

“Abbiamo visto qualche segnale di miglioramento nei Pmi relativi agli ordini di esportazione, ma questi potrebbero essere stati distorti dal Capodanno cinese. Riteniamo che alcune delle debolezze commerciali siano legate al fatto che le aziende hanno accelerato gli ordini di importazioni prima dell’aumento dei dazi. Ciò dovrebbe portare a un calo degli inventari nei prossimi mesi, cosa che peserà sull’attività e che potrebbe portare i Pmi a livelli critici, inferiori a 50”, spiega Wade.

Tuttavia, “finché la domanda non collassa, ci dovrebbe essere la possibilità di assistere a una ripresa una volta che i livelli delle scorte si saranno equilibrati e gli eccessi saranno eliminati. I bilanci delle società e i flussi di cassa non sono al momento a livelli eccessivi e quindi un calo della crescita non dovrebbe portare a rilevanti tagli delle spese”, prosegue l’analista di Schroders. Per Wade “le preoccupazioni riguardo a una possibile recessione resteranno elevate nel breve termine, ma guardando ad un orizzonte temporale più lungo siamo diventati più ottimisti riguardo alla crescita, come conseguenza di tre fattori:

  1. I prezzi energetici sono più bassi e sebbene si tratti in parte di una conseguenza dell’indebolimento della domanda a livello globale, questa situazione sta aiutando ad abbassare il livello di inflazione, che a sua volta sta sostenendo il potere d’acquisto dei consumatori a livello globale. […]
  2. Gli Stati Uniti e la Cina si stanno avvicinando a un accordo commerciale, dopo la decisione del Presidente Trump di portare la deadline oltre il primo marzo per l’aumento dei dazi dal 10% al 25% sui 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi.
  3. Sebbene ci siano ancora diversi ostacoli da superare, soprattutto in riferimento alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, ciò ha segnato un miglioramento rispetto all’escalation che ci aspettavamo precedentemente. L’aumento dei dazi sarà ora più limitato e ciò aiuterà a ridurre i costi, a proteggere i margini di profitto e acontenere l’inflazione. [..]

Tuttavia, le notizie sull’accordo commerciale non sono tutte positive”. Anche la politica monetaria “è più accomodante. Ciò in parte è una conseguenza del minor livello di inflazione, ma segna anche un cambiamento dell’orientamento politico della Fed, dato che la Banca Centrale è diventata più propensa a rispondere alle condizioni del mercato finanziario”, sottolinea Wade.

Inoltre, “la Fed ha segnalato una fine più vicina del previsto per il suo quantitative tightening, il processo di riduzione di bilancio che dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno secondo le aspettative attuali”. Secondo Wade, “questi tre fattori sono alla base delle nostre previsioni per l’economia globale”.

“Tuttavia – prosegue -, abbiamo recentemente ridotto le nostre previsioni sulla crescita del Pil globale nel 2019 al 2,8% dal 2,9%, sulla base delle nostre previsioni al ribasso per Uk, Eurozona e Giappone, controbilanciato da un lieve aumento sulle aspettative per la Cina. Allo stesso tempo abbiamo recentemente aumentato le previsioni su un orizzonte temporale più lungo. Per il 2020 le previsioni di crescita per gli Stati Uniti sono passate all’1,6% (dall’1,3%), per il Giappone allo 0,4% (dallo 0%) e per la Cina al 6,1% (dal 6%)”.

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