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Robo advice, verso una consulenza sempre più automatizzata

Robo advice, verso una consulenza sempre più automatizzata

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

30 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gli asset under management riferiti alla consulenza automatizzata godranno di un tasso medio di crescita annuo del 27%

  • In Italia le masse gestite da robo advisor supereranno i 400 milioni di dollari nel 2019

  • In ambito domestico solo il 30% degli investitori si rivolge a un consulente finanziario dedicato

La consulenza finanziaria è sempre più automatizzata: entro la fine dell’anno le masse gestite da robo advisor a livello mondiale dovrebbero superare i 980 miliardi di dollari. Anche il mercato italiano prosegue la sua corsa. Lo rivela un nuovo studio della Consob

La consulenza finanziaria automatizzata continua a scalare i gradini di un percorso in salita, registrando una diffusione crescente a livello globale: entro la fine dell’anno le masse gestite da robo advisor dovrebbero superare i 980 miliardi di dollari, pari a oltre 877 miliardi di euro.

A spostare la lente d’ingrandimento sulla crescita del fenomeno è lo studio “Valore della consulenza finanziaria e robo advice nella percezione degli investitori. Evidenze da un’analisi quantitativa” contenuto nella collana dei Quaderni Fintech della Consob, realizzato in collaborazione con l’Università di Roma Tre e l’Università Lumsa di Roma. Secondo la ricerca, gli asset under management riferiti alla consulenza automatizzata cresceranno annualmente del 27%, per poi toccare i 2.552 miliardi di dollari nel 2023, anno in cui i clienti serviti potrebbero superare i 147 milioni.

Spostando lo sguardo oltreoceano, il mercato statunitense sembra essere quello più maturo in termini di robo advice, con circa 750 miliardi di dollari di masse gestite nel 2019 e 200 operatori attivi (secondo i dati relativi al 2017). Sulla stessa linea d’onda, dall’altro lato del planisfero, si afferma il mercato cinese con 179,4 miliardi di dollari gestiti e 20 operatori.

Italia verso i 400 milioni di masse gestite

Anche il mercato italiano non resta indietro. Secondo la Consob, nel 2019 la consulenza in mano agli algoritmi supererà i 400 milioni di dollari, con un patrimonio medio di oltre 12mila dollari a cliente. Inoltre, il tasso medio di crescita entro il 2023 si attesterebbe al 51%.

I dati positivi si innestano in un contesto caratterizzato “dalla presenza di un’ampia fascia di investitori che ricevono un servizio molto standardizzato poiché hanno un patrimonio molto basso”, come si legge nello studio. Si parla, in particolare, del cosiddetto “advice gap”, che impedisce ai clienti potenziali di accedere ai servizi a causa di un prezzo di offerta superiore alle loro disponibilità di pagamento. Di conseguenza, in ambito domestico solo il 30% degli investitori si rivolge a un consulente finanziario dedicato, mentre il 40% si avvale del supporto di amici, parenti e colleghi.

Grazie a delle soglie patrimoniali di accesso più basse, la consulenza automatizzata potrebbe essere uno strumento utile a colmare l’advice gap. Secondo i dati dell’Osservatorio Consob 2016, l’87% dei risparmiatori non aveva familiarità con il concetto di robo advice. Inoltre, solo il 15% si dichiarava disponibile a farne uso una volta comprese le sue caratteristiche, ma si trattava soprattutto di uomini, individui con un’elevata istruzione e alfabetizzazione finanziaria, e giovani.

Il timore di frodi online persiste, eppure il nuovo studio rileva un “sensibile miglioramento” dei dati. In particolare, la maggior parte degli intervistati sostiene che si avvicinerebbe al robo advice qualora venisse offerto dall’istituto bancario di riferimento o da un diverso operatore del settore che possa garantire competenza e professionalità.

Rita Annunziata
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