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Robeco, positività per il 2020

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Redazione We Wealth
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13 Novembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo Robeco nel 2020 gli eventi che hanno fatto notizia nel 2019, Brexit e guerra commerciale tra Usa e Cina saranno meno prominenti

  • Notizie positive anche per gli Usa. L’economia statunitense non dovrebbe  infatti scivolare in una recessione dato che l’occupazione, la spesa per i consumi e i servizi continuano a mostrare una buona tenuta

Nell’outlook 2020 Robeco prevede che l’espansione economica si protragga un po’ più a lungo e che il mercato azionario entri nella fase conclusiva di un rialzo durato quasi un decennio

Brexit e guerra commerciale tra Cina e Usa non avranno un impatto così forte sul mercato nel 2020. Secondo Robeco il ciclo economico globale dovrebbe protrarsi leggermente nel corso del prossimo anno. I segnali di una stabilizzazione e di un futuro miglioramento degli indici pmi manifatturieri sono aumentati. Al tempo stesso, le condizioni finanziarie rimarranno favorevoli, grazie soprattutto alle politiche monetarie persistentemente espansive delle banche centrali di tutto il mondo.

“Non assisteremo a una hard Brexit e quanto accadrà da qui ad allora dovrebbe essere liquidato come mero rumore di fondo. Non vedremo neppure un accordo commerciale completo, ma qualsiasi versione parziale sarà sufficiente a ridare fiducia alle imprese e a stimolare gli investimenti” si legge dall’outlook di Robeco per il 2020.

Per quanto riguarda l’economia a stelle e strisce questa  non dovrebbe scivolare in una recessione poiché l’occupazione, la spesa per i consumi e i servizi continuano a mostrare una buona tenuta. L’inizio di una fase recessiva è più probabile dopo il 2020, spiega Robeco.

La crescita del Pil cinese è destinata a rallentare ulteriormente. Le dinamiche demografiche, gli elevati livelli di debito societario e la transizione da un’economia incentrata sugli investimenti a un modello trainato dai consumi rendono ineludibili tassi di crescita strutturalmente più bassi. Quanto all’Europa, le prospettive di crescita del Pil si confermano modeste. La Germania è alle prese con lo stallo della produzione manifatturiera globale e con un rallentamento delle esportazioni, dovuti in parte alla guerra commerciale tra Usa e Cina. Di conseguenza, nel 2020 la crescita del Pil sarà inferiore all’1%. Altre importanti economie dell’eurozona, come Francia e Spagna, evidenzieranno un’espansione più sostenuta, ma comunque inferiore al trend.

E se queste previsioni si rivelassero errate?

Robeco sottolinea come non esiste uno scenario intermedio. Se le circostanze dovessero volgere al peggio, i mercati azionari potrebbero subire una flessione superiore al 20%. E il percorso verso una recessione negli Stati Uniti sarebbe irreversibile, in quanto le banche centrali si troveranno costrette ad agire in maniera esclusivamente reattiva. Il settore manifatturiero non registrerà una ripresa e contagerà con la sua debolezza altri ambiti. Gli utili societari si indeboliranno ulteriormente, causando insolvenze dapprima tra le aziende di qualità inferiore e quindi tra le altre. La disoccupazione comincerà ad aumentare e la spesa dei consumatori diminuirà, provocando una contrazione del Pil. Le banche centrali dovranno allentare il più possibile la politica monetaria.

Fabiana Fedeli, Global of head fundamental equities ha sottolineato come “gli investitori sono sempre meno disposti a pagare un sovrapprezzo per posizioni indubbiamente affollate, da una prospettiva stilistica o regionale, e sono pronti per un cambiamento. Hanno solo bisogno di qualcosa che lo provochi. Il nostro scenario di riferimento – senza hard Brexit e con un accordo commerciale ristretto tra Usa e Cina, sufficiente per ridare fiducia alle imprese e stimolare gli investimenti e la crescita degli utili – offre validi motivi per investire in azioni non statunitensi. Giustifica inoltre una rotazione verso i titoli value”.

 

 

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