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Ripresa dell’Eurozona, in miglioramento ma fragile per Bofa

Ripresa dell’Eurozona, in miglioramento ma fragile per Bofa

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • l percorso della ripresa sarà lento, diseguale e squilibrato fra le zone geografiche. L’inflazione in particolare sarà ancora inferiore all’1% nel 2022

  • La politica monetaria attuale della Bce persisterà, con tassi bassissimi per moltissimo tempo. Grazie al Pepp, proseguirà il controllo della curva dei rendimenti

Fra lentezza e squilibri, la ripresa dell’Eurozona sarà difficile, ancorché presente. Le misure espansive di questi mesi avranno un ruolo essenziale per ricominciare a crescere. Ma non si vede all’orizzonte un ritorno del livello pre-crisi, almeno nelle stime di Bank of America

I primi mesi del 2021 saranno sfidanti per la ripresa economica europea. Lo dice Ethan Harris, capo economista globale di Bofa – Bank of America Merril Lynch. Poi però, si ricomincerà a crescere. Questi i fattori che innescheranno la crescita: i fondi del Next Generation Eu; la normalizzazione dell’attività economica successiva alla vaccinazione; il venir meno dell’incertezza delle elezioni Usa e della Brexit; la politica monetaria ultra accomodante; la diminuzione dei risparmi «precauzionali» nel settore privato.

Le stime di Bofa prevedono per il 2020 una contrazione definitiva del pil dell’eurozona del -7 per cento. Per il 2021 e il 2022 la crescita economica di Eurolandia sarà invece del 3,9 e del 2,7 per cento. Il percorso della ripresa sarà lento, diseguale e squilibrato fra le zone geografiche. L’inflazione in particolare sarà ancora inferiore all’1 per cento nel 2022. Questo comporterà, secondo l’economista, un persistere della politica monetaria attuale della Bce, con tassi bassissimi per moltissimo tempo. Grazie al Pepp, proseguirà il controllo della curva dei rendimenti.

Cosa succederà? Vari aspetti della ripresa nell’Eurozona nel 2021

I lockdown di novembre sono stati più leggeri di quelli della primavera. Per questo motivo la contrazione del pil nel quarto trimestre sarà «solo» del -1,3 per cento rispetto ai tre mesi precedenti. Nel primo trimestre il pil crescerà poi soltanto dello 0,6 per cento rispetto al periodo antecedente. È altamente improbabile che siano nuovi lockdown in primavera, ma Harris mette in preventivo che alcune restrizioni potrebbero persistere.

Il diffondersi delle vaccinazioni dominerà l’estate, con ricadute positive sull’industria del turismo e in generale sull’ultimo trimestre del 2021. Nel 2022, finalmente, la crescita dovrebbe tornare sulla sua linea «fisiologica» pre-covid, come mostra il grafico.

Il deficit dei governi dell’area euro sarà del 9,2% nel 2020, 7,3% nel 2021, 5,8% nel 2022. Un riflesso della contrazione del pil piuttosto che degli stimoli messi in campo.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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