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Rialzo Fed: parlano gli asset manager

20 Dicembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • L’atto di forza del rialzo Fed nei confronti del presidente Trump ha suscitato al contempo plausi e malumori

  • Gli asset manager hanno ciascuno il suo punto di vista, ma su una cosa concordano tutti: il falco l’anno prossimo si trasformerà in colomba

Dopo il rialzo Fed dei tassi di interesse di riferimento, piovono i commenti di tutti i più importanti asset manager internazionali, fra attese per l’inversione della curva dei rendimenti e timori per i prossimi passi della banca centrale

Gestori, i commenti dopo il rialzo Fed

Investec

Tim Schwarz, manager del team multi-asset credit di Investec AM, afferma che il non esercizio della “Fed Put” ha suscitato la delusione degli operatori di mercato. I quali speravano di ottenere un sollievo dall’inasprimento delle condizioni del credito. I mercati del credito infatti stanno incorporando il rallentamento dell’economia e non è ancora chiaro se il nuovo ritmo sia anticipatore di una recessione nel 2019.

Se la dinamica dell’inflazione dovesse restare questa, la Fed manterrà probabilmente la sua direzione di ulteriori aumenti dei tassi nel 2019, il che rappresenterebbe un fattore negativo per i mercati del rischio, soprattutto se le ultime trimestrali dovessero delineare prospettive poco brillanti. Per questo motivo, il gestore si aspetta una volatilità costante nel breve termine.

El Sturdza

Eric Vanraes, Fixed Income portfolio manager di EI Sturdza invece si aspettava questo esito, sottolineando però come il “falco” Fed agirà da “colomba” nel 2019. Se infatti i rialzi dei tassi nel 2019 erano considerati “obbligatori” (required), ora sono definiti “necessari” (needed).

El Sturdza ritiene quindi che ci sarà un solo rialzo dei tassi nei prossimi 12 mesi, per poi tornare a scendere già alla fine del 2019. E d’ora in poi la Fed “dipenderà moltissimo” dall’andamento dell’economia domestica e dai consumi, pari ai 2/3 del Pil Usa.

T. Rowe Price: il timore dell’inversione della curva

Secondo Ken Orchard, co-gestore del fondo Diversified Income Bond, T. Rowe Price, è la prospettiva di un’inversione della curva dei rendimenti Usa ad essere vissuta con grande timore. Il motivo è che una curva invertita è generalmente considerata come un segnale predittivo di una recessione.

Storicamente, l’intervallo di tempo tra l’inversione della curva e l’inizio della recessione è stato variabile, con una durata compresa tra 6 e 24 mesi.

T. Rowe Price ritiene che un’inversione della curva dei rendimenti sia probabile nel prossimo futuro. Del resto, la differenza tra i rendimenti dei Treasury a due anni e a cinque anni è già pari a zero. Se la Fed alzerà i tassi ancora una o due volte, l’impatto sull’economia reale evolverà nel corso del 2019, in concomitanza con il venir meno degli stimoli fiscali. Date queste circostanze, è probabile che la curva dei rendimenti si inverta nella prima parte dell’anno prossimo, e che ciò sia seguito da una recessione nel 2021-2022.

“Per ora, chi si preoccupa per la prospettiva di un’inversione della curva dei tassi farebbe bene a considerare due elementi: primo, non è ancora avvenuta e potrebbe non arrivare affatto; secondo, anche se si vi fosse un’inversione, le tempistiche della potenziale successiva recessione sono molto difficili da prevedere”.

Aberdeen Standard Investments: Fed è stata previdente

James Athey, Senior Investment Manager di Aberdeen Standard Investments ritene invece che il rialzo Fed agisca da prevenzione. Eviterebbe cioè la necessità primaria di una politica più restrittiva in seguito.

“Una cosa che Powell ha fatto bene all’inizio è stata vendere i rialzi dei tassi come una buona cosa, dicendo che andavano fatti perché l’economia era forte. Questo approccio sembrava suggerire che l’inasprimento sarebbe stato un processo catartico: doloroso a tratti, ma utile a eliminare la liquidità in eccesso e una non efficiente allocazione delle risorse”.

“Il cambiamento di Powell implica che siamo tornati a una situazione in cui gli investitori devono prezzare la Fed trimestre per trimestre. Significa che il rally dei Treasury continuerà. E che la curva dei rendimenti sarà più piatta o addirittura invertita. Questo significa inoltre che i mercati si muoveranno e cambieranno a ogni dichiarazione della Fed, mentre gli investitori tenteranno di capire le reazioni future”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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