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Rendimenti in aumento. Grazie alla corporate governance europea

29 Agosto 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Gli Usa scalpitano, ma alla fine quella che sovraperforma è l’Europa

  • A quanto pare le regole giovano al rendimento

  • La crescita dei rendimenti si arresterà?

Neuberger Berman riflette sullo stato di salute della corporate governance europea. Fra innovazione di approccio, nuove regolamentazioni e fondamentali solidi. Con qualche sorpresa dalle parti delle M&A… Il Vecchio continente tiene alta la sua bandiera

I mercati azionari europei hanno registrato performance superiori rispetto ai listini del resto del “Primo mondo”. E le cose continueranno a girare bene grazie al rafforzamento della corporate governance europea. A dispetto dell’ondata di volatilità globale che ha inaugurato questo 2018.

Puntare sulla corporate governance

E’ probabile che la sovraperformance del mercato azionario europeo rispetto a quello statunitense continui a essere sostenuta dalle attività intraprese dai management societari e dalle istituzioni in favore della corporate governance in generale. Nel 2017, ad esempio, l’Unione europea ha rivisto la Direttiva sui diritti degli azionisti per incoraggiare espressamente sia l’impegno a lungo termine di questi ultimi, sia una maggiore trasparenza da parte delle società.

Elefanti o elefantini?

I conglomerati, ovvero quelle società altamente diversificate su diverse tipologie di affari, sono spesso valutate a un prezzo di mercato inferiore alla media. Il motivo è che non tutte le diverse divisioni attraggono l’attenzione e l’interesse degli investitori. Scorporare queste società in una serie di imprese di dimensioni inferiori, ma più specializzate può portare un aumento di valore.

La strategia delle società europee

Le società europee sono state in generale molto meno aggressive rispetto alle controparti statunitensi nel creare valore per gli azionisti in questo modo, con l’eccezione della Siemens. Alcuni segnali inducono a ritenere che ormai l’atteggiamento degli europei sia cambiato e i dati provenienti dagli Stati Uniti confermano che anche gli investitori europei potrebbero trarre vantaggio da una simile tendenza.

L’indice Bloomberg U.S. Spin-Off, che monitora le performance di società scorporate dalla controllante e con almeno 1 miliardo di dollari di capitalizzazione nei primi tre anni di gestione indipendente, ha registrato rendimenti annui del +17% per i 15 anni conclusi al 31 dicembre 2017. A titolo di confronto, nello stesso periodo, i rendimenti dell’indice S&P 500 sono stati pari al +7,7%. Nel solo 2017 si contano 19 scorpori, per un valore di mercato iniziale pari a 76 miliardi di dollari, che hanno portato i rendimenti complessivi dell’indice Bloomberg U.S. Spin-Off al +35%, rispetto al +21,8% dell’S&P 500.

M&A. Go, go, go!

L’aumento delle attività di fusione e acquisizione in Europa è riconducibile a diversi fattori.

  • L’opportunità di acquistare società con performance poco attraenti per poi generare rendimenti attraverso un efficientamento dei costi;
  • La volontà delle società di creare economie di scala nelle competenze core;
  • La necessità di effettuare investimenti su larga scala in tecnologia.

Le società di piccole dimensioni sono gli obiettivi più probabili delle operazioni di M&A, poiché i finanziamenti per l’acquisto sono più facili da ottenere per l’acquirente. Considerato che negli Stati Uniti i tassi stanno già aumentando, i manager europei potrebbero valutare la convenienza di effettuare nuove acquisizioni nel breve termine, fintanto che il costo del denaro è ancora contenuto.

Fiducia e fondamentali in crescita

Quello che sostiene la fiducia degli investitori nei confronti dell’azionario europeo è il miglioramento degli indicatori economici e dei fondamentali di mercato. Ma le prospettive saranno ancora migliori grazie alle politiche in atto.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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