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Ref: pil italiano a -8,3% nel 2020

Ref: pil italiano a -8,3% nel 2020

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Redazione We Wealth
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22 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il Ref prevede una contrazione del Pil Italiano dell’8,3% nel 2020

  • Secondo le stime, il deficit supererà  il 6%  del pil nel 2020

Le previsioni dell’istituto di ricerca Ref parlano di un “conto salato” dell’epidemia per l’economia italiana

L’economia italiana pagherà un “conto salato” a causa della pandemia di Covid-19. Secondo le ultime stime elaborate da Ref ricerche, tenendo conto della graduale apertura a partire da maggio, il pil dell’Italia nel 2020 subirà un crollo dell’8,3%. “Nelle settimane di lockdown il Pil italiano crolla del 22 per cento. Come verrà chiuso l’anno dipenderà strettamente dalla durata della fase delle chiusure e dai ritmi delle riaperture” si legge in una nota ufficiale.

L’istituto di ricerca ipotizza una risalita “parziale e lunga”. Nel 2021, secondo Ref, si assisterà a un rimbalzo del 5.9%: una risalita “consistente ma parziale”.  Le precedenti previsioni indicavano un pil in crescita, rispettivamente dello 0,6% quest’anno e dello 0,8% l’anno prossimo.

“La transizione sarà lenta nei settori dove la separazione fisica delle persone è complessa. Le imprese industriali che operano nelle catene globali del valore ripartiranno a singhiozzo, dovendo affrontare i problemi di reperimento di prodotti intermedi provenienti da economie nelle quali l’attività è ancora interrotta, o per la contrazione degli ordinativi dai paesi ancora in lockdown” sottolinea l’istituto.

Inoltre, secondo Ref, l’impatto sui conti pubblici italiani, sarà “molto forte”. Nello specifico, l’istituto prevede un deficit nel 2020 a oltre il 6% del Pil e un debito sopra il 150%. Nel 2021 è invece previsto un miglioramento del deficit, al 4,3% del pil. Questo sarà “legato al recupero dell’attività economica e al venir meno di alcune delle misure discrezionali adottate quest’anno”.

“L’Italia, come gli altri paesi, ha bisogno di gestire l’uscita dalla fase del lockdown senza la pressione dei mercati e senza la necessità di adottare in tempi rapidi nuove misure di correzione della finanza pubblica. Perché ciò sia possibile, è importante definire senza indugi l’impostazione delle politiche europee, in modo da blindare il debito pubblico rispetto ai rischi di nuove fasi di tensioni sui mercati” aggiunge la nota.

Redazione We Wealth
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