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Recovery fund Ue, all’Italia la quota più alta: 173 mld

Recovery fund Ue, all’Italia la quota più alta: 173 mld

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

27 Maggio 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Ecco il fondo di ripresa per l’Italia: 81,807 miliardi di euro sono aiuti a fondo perduto, 90,938 miliardi sono prestiti da restituire fra il 2028 e il 2058. Per la Francia sono previsti 38,7 miliardi, mentre per la Germania 28,8. Per entrambe però si tratta solo di sussidi, che in quanto tali non andranno restituiti. Ne beneficeranno anche i paesi inflessibili: alla Danimarca andrebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043

  • Negli aiuti a fondo perduto sono compresi quattro strumenti: React Eu, RRF, Just transition fund e Rural Development. React Eu sarà attivo già dal 1 settembre 2020, per la disoccupazione giovanile e le disuguaglianze fra paesi

  • La proposta del fondo da 750 miliardi si aggiungerà ai 1.100 miliardi di bilancio pluriennale Ue e ai 540 miliardi delle misure già approvate, ossia Mes light, Sure per la disoccupazione e fondi Bei, per un totale di 2.400 miliardi di euro

  • Come ipotizzato anche da We Wealth, lo strumento europeo di ripresa si finanzierà con emissione di debito comune (ma che non lo si chiami eurobond). Ora gli occhi sono puntati sul 19 giugno, quando i capi di Stato e di governo dovrebbero incontrarsi dal vivo a Bruxelles per approvare – all’unanimità – la proposta della Commissione

La Commissione Ue ha presentato la sua proposta unitaria per il recovery fund, e l’Italia, almeno sulla carta, può gioire: la quota maggiore di aiuti andrà al Belpaese. E non si tratterà di soli prestiti, anzi. In totale, il Next Generation Eu di Ursula Von del Leyen vale 750 miliardi: una potenza di fuoco che va oltre le aspettative

Il recovery fund: un mix di aiuti a fondo perduto e prestiti a lunga scadenza per l’Italia

Alla fine, l’Italia sembra averla spuntata. Il pacchetto del recovery fund proposto dalla Commissione europea per l’Italia ammonta a 172,7 miliardi di euro. 81,807 miliardi di euro sarebbero versati come aiuti a fondo perduto e e 90,938 miliardi come prestiti. Per la Francia sono previsti 38,7 miliardi, mentre per la Germania 28,8. Ma per entrambe si tratta solo di aiuti a fondo perduto.

La presidente della Commissione Ursula Von der Leyen battezza il piano complessivo col nome di  ‘Next Generation Eu‘ : 750 miliardi. Questi fondi si potranno combinare con altri programmi. Negli aiuti a fondo perduto sono compresi quattro strumenti. React Eu, RRF, Just transition fund e Rural Development. La proposta della Commissione prevede aiuti a fondo perduto anche ai paesi “inflessibili”: alla Danimarca andrebbero 2,156 miliardi, all’Olanda 6,751, alla Finlandia 3,460 e all’Austria 4,043.

React Eu in particolare consentirà di fornire 55 miliardi di risorse aggiuntive alla politica di coesione da qui al 2022. Questi fondi saranno distribuiti ai paesi in base all’impatto della crisi Covid-19. La Commissione specifica che queste risorse saranno destinate alla disoccupazione giovanile e alla prosperità relativa degli stati membri. L’obiettivo della Commissione è quello di rendere le risorse di React-Eu disponibili già dal primo settembre 2020. In tal modo si assicurerà che non ci saranno interruzioni nei finanziamenti ai settori e ai territori più colpiti.

Da dove arriveranno i 750 miliardi del fondo di ripresa / Next Generation Eu? Arrivano gli eurobond (anche se non si chiamano così)

La Commissione otterrà i 750 miliardi di euro espandendo “temporaneamente” il tetto delle risorse proprie del bilancio comune. Ossia, al 2% del Pil europeo e andando a reperire risorse sui mercati. Il debito così emesso dovrà essere rimborsato tra il 2028 e il 2058, attraverso il bilancio comune post 2027. Per reperire risorse Bruxelles propone di includere nuove risorse da tasse sulle emissioni, sulle grandi multinazionali, sulla plastica e web tax.

“Le proposte più coraggiose sono quelle più sicure”, ha detto Ursula Von der Leyen, spiegando che la proposta del fondo da 750 miliardi si aggiungerà ai 1.100 miliardi di bilancio pluriennale Ue, il Qfp, “riveduto a 1.100 miliardi, per un totale di 1.850 miliardi” di euro. Il tutto si aggiunge ai 540 miliardi delle misure già approvate, ossia Mes light, Sure per la disoccupazione e fondi Bei. La presidente della Commissione annuncia quindi che lo sforzo complessivo dell’Ue per la ripresa sarà pari a “2.400 miliardi” di euro.

Il prossimo appuntamento è adesso fissato per il 19 giugno 2020, quando i capi di Stato e di governo dovrebbero per la prima volta nell’era Covid incontrarsi dal vivo a Bruxelles. E’ quanto trapela dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che in tweet scrive che la proposta della Commissione è un “importante passo” in avanti e che “bisogna fare di tutto per arrivare a un accordo prima della pausa estiva”. I più pessimisti però paventano un secondo summit a luglio. L’approvazione definitiva del recovery fund richiederà l’unanimità del Consiglio dell’Unione europea, in quanto la materia tratta di risorse proprie e quadro finanziario pluriennale Ue.

“Giorno essenziale per l’Europa: Ursula Von der Leyen propone un inedito piano di rilancio da 750 milioni di euro per regioni e settori in difficoltà”. E’ il tweet autocompiaciuto del presidente francese Emmanuel Macron. “L’accordo franco-tedesco ha permesso questo progresso. Dobbiamo andare veloci e adottare un accordo ambizioso con tutti i nostri partner europei”.

I mercati euforici

In rialzo la seduta di Piazza Affari (Ftse Mib di metà giornata +1,1%), dopo le parole della presidente della Bce Christine Lagarde. La presidente Bce ha definito infatti il debito pubblico come “la strada da seguire” per far fronte alla crisi generata dalla pandemia da Covid 19.

Gli acquisti si concentrano sul comparto dell’auto, da Pirelli ( +6,54%) ad Fca (+4,8%), beneficiaria del prestito di 6,3 miliardi di euro erogato da Intesa Sanpaolo (+4%) e garantito dallo Stato. Lo spread in calo a 192 punti spinge anche Bper (+4,99%), Unicredit (+4,41%) e Banco Bpm (+2,56%). Più cauta Ubi (+1,24%), il cui Cda ha chiesto l’intervento del Tribunale di Milano per invalidare l’Opa di Intesa. Acquisti su Eni (+2,6%), cauta invece e Saipem (+0l,37%), con il greggio Wti in calo dell’1,3%. Soffrono Diasorin (-8,33%), colpita da prese di beneficio dopo un allungo che dura da settimane, e Nexi (-6,6%), che si alinea al prezzo a cui Mercury ha ceduto l’8,8% del capitale seguito di un collocamento accelerato. Bene Exor (+1,87%), sulla scia del prestito concesso a Fca, ed Atlantia (+1,82%), con il vertice a Palazzo Chigi sulla concessione ad Aspi.

Teresa Scarale
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