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Recessione Usa, 2020 sarà l'anno secondo Bmo

13 Giugno 2019 · Redazione We Wealth · 2 min

  • Nel primo trimestre la crescita economica statunitense ha superato le aspettative raggiungendo un tasso pari al 3,2% su base annua. Si tratta di un dato in salita rispetto al 2,2% registrato nel trimestre precedente

  • Buona parte della crescita è imputabile a un aumento del commercio e delle scorte. Tuttavia, l’attività al consumo e gli investimenti sono stati interessati da un rallentamento

Secondo Anja Eijking, gestore del fondo Bmo Global Convertible Bond di Bmo Global Asset Management, la tanto paventata recessione Usa potrebbe arrivare nel 2020 ma non quest’anno. I tassi di crescita infatti sono stati superiori alle aspettative sia in America che in Europa

Le recessione Usa? Non quest’anno

I mercati azionari si sono mossi marcatamente al rialzo. Nonostante questo, le previsioni di crescita per il prossimo anno sono state riviste al ribasso. Lo dice in una nota Anja Eijking, gestore del fondo Bmo Global Convertible Bond di Bmo Global Asset Management. Nel primo trimestre la crescita economica statunitense ha superato le aspettative raggiungendo un tasso pari al 3,2% su base annua. Si tratta di un dato in salita rispetto al 2,2% registrato nel trimestre precedente.

Lo scenario di base di Bmo continua a escludere una recessione nel breve termine. L’economia a stelle e strisce rimane solida e nella prima metà del 2019 dovrebbe continuare a beneficiare dell’impatto positivo dello stimolo fiscale.

Tuttavia, in uno scenario in cui non si avranno investimenti infrastrutturali o una compensazione per il fiscal cliff, una recessione nel 2020 resta una possibilità. Nel frattempo, ci aspettiamo che Trump e Xi raggiungano un accordo che risolva le tensioni commerciali.

L’Europa batte le aspettative

Buona parte della crescita è imputabile a un aumento del commercio e delle scorte. Tuttavia, l’attività al consumo e gli investimenti sono stati interessati da un rallentamento. In Europa, la crescita dell’Eurozona nel primo trimestre ha battuto le aspettative, crescendo dello 0,4% rispetto allo 0,2% dei tre mesi precedenti. I leader europei hanno acconsentito a posticipare la Brexit fino alla fine di ottobre. Sono state emesse nuove convertibili per circa 4 miliardi di dollari. Tra le società che si sono rivolte a questo mercato figurano Sirius Minerals, FANCL, Guess e Keppel REIT.

Ma le prospettive restano deboli a causa della Cina

Il rallentamento della crescita economica cinese e la diminuzione del commercio globale hanno ridimensionato le prospettive di crescita dell’Europa. Inoltre, le modalità secondo le quali verrà risolta la questione Brexit rimangono incerte, e le preoccupazioni legate al rischio politico continuano ad aleggiare sul mercato. L’economia dell’Eurozona dovrebbe recuperare nella seconda metà dell’anno a condizione che si registrino dei miglioramenti in Cina, dei passi avanti nelle tensioni commerciali, che sia evitata una hard Brexit e che la domanda interna continui a essere di supporto. Le previsioni di crescita per il 2019 sono: USA 2%; Eurozona 1%; Cina 6%; Giappone 0,5%.

Redazione We Wealth
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