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Recessione Usa: non nel 2019 secondo Bmo

Recessione Usa: non nel 2019 secondo Bmo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • La Banca Centrale Europea non si è fatta influenzare dalla recente debolezza degli investimenti e ha concluso il Qe a dicembre come previsto

  • Le preoccupazioni relative alla crescita globale sono state influenzate dalle tensioni commerciali fra Usa e Cina, dalla stretta monetaria e dai rischi geopolitici. I dati economici degli Stati Uniti si sono mantenuti però in larga parte positivi

Lo stato di salute dell’economia americana è stato da sempre la cartina tornasole di quella mondiale. Ora che il rallentamento della crescita è in corso, ci si aspetta la vera e propria recessione. Ma non nel 2019

Il ciclo economico attuale non è ancora stanco del tutto, e non sarà certo il 2019 a fermarlo, con una recessione. “I rendimenti delle obbligazioni governative globali sono calati leggermente a causa dell’inflazione sottotono e del calo del prezzo del petrolio. Il dato sull’inflazione core adottato dalla Fed ha registrato una flessione nell’ultima parte del 2018, e lo stesso ha fatto l’inflazione dell’Eurozona”. E’ il punto da cui parte l’analisi di Anja Eijking, gestore del fondo Bmo Global Convertible Bond di Bmo Global Asset Management. E la recessione?

La Bce prosegue i suoi programmi

La Banca Centrale Europea non si è fatta influenzare dalla recente debolezza degli investimenti e ha concluso il Qe a dicembre come da programma.
Sono state emesse convertibili per un totale pari a 7,5 miliardi di dollari. “Tra gli emittenti statunitensi, il fornitore di servizi per la misurazione continua dei livelli di glucosio Dexcom e la società di vendite online di prodotti per la casa Wayfair”.

Il Giappone e l’Asia

In Giappone sono entrati a far parte dell’universo delle convertibili il gestore di centri commerciali Takashimaya, Cosmo Energy e il distributore di materiali medici Ship Healthcare. Sempre in Asia sono state emesse nuove convertibili dalle società di sviluppo immobiliare Country Garden e Taiwan Cement. In Europa un’obbligazione convertibile è stata emessa da Ado Property, proprietaria di immobili di qualità di Berlino.

Preoccupazioni di recessione

Le preoccupazioni relative alla crescita globale sono state influenzate dalle tensioni commerciali, dalla stretta monetaria e dal rischio politico. I dati economici degli Stati Uniti si sono mantenuti però in larga parte positivi. Ma il dato europeo è calato significativamente, indicando una crescita economica intorno all’1,5%. Le prospettive della crescita cinese e giapponese sono invece state frenate dalle tensioni commerciali.

Attualmente le previsioni di Bmo per il 2019 sono:

  • 2,5% per gli Usa,
  • fra l’1,5% e il 2% per l’Eurozona,
  • tra il 6% e il 6,5% per la Cina e
  • fra l’1% e l’1,5% per il Giappone.

Lo scenario di base di Bmo

Si continua a non prevedere una recessione negli Stati Uniti, considerati i solidi dati del settore manifatturiero Usa (Ism). Gli effetti positivi degli stimoli fiscali statunitensi finiranno come noto nella prima metà del 2019. In mancanza degli investimenti infrastrutturali promessi in campagna elettorale da Trump, una recessione nel 2020 o anche prima potrebbe essere possibile. Tuttavia, l’analista si aspetta l’implementazione da parte dell’amministrazione americana di politiche preventive.

I magri risultati del G20

Nonostante i pochi risultati tangibili del meeting al G20, sembra che si sia entrati in una fase di distensione delle tensioni commerciali tra Usa e Cina, in cui sembra esserci la disponibilità di entrambe le parti a trovare un accordo entro la fine del primo trimestre dell’anno. Considerate le prospettive ancora deboli per quanto riguarda l’inflazione e la crescita globale, Bmo si aspetta che la Fed proceda con più cautela nel rialzo dei tassi. I quali potrebbero limitarsi a uno o due rialzi per tutto questo 2019.

Brexit o non Brexit

Brexit continua a essere fonte di incertezza. Theresa May e l’Ue hanno raggiunto un accordo sul testo del Withdrawal Treaty, che verrà presto votato dal Parlamento inglese. Allo stato attuale delle cose, sembra che la maggioranza sia contro le condizioni concordate, il che potrebbe prefigurare una permaneza della Gran Bretagna nell’Unione, come prefigurato oggi dai giornali.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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