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Rebus mercati: attacco o difesa? La view di AcomeA

14 Settembre 2018 · Redazione We Wealth · 3 min

  • Azionariato americano e europeo al centro del dibattito

  • Prudenza sugli emergenti

Con il ritorno della volatilità quale strategia è opportuno privilegiare? Risponde Giovanni Brambilla, direttore degli investimenti della Sgr AcomeA

I mercati azionari continuano a macinare record anche se negli ultimi due mesi la volatilità è molto aumentata. Secondo AcomeA Sgr è necessario calibrare bene i posizionamenti su Stati Uniti e Europa: la parola a Giovanni Brambilla, direttore degli investimenti.

Cosa comporta questo per il gestore?

“Se osserviamo il mercato americano e europeo in fatto di stile di investimento, sembra di vedere due comportamenti completamente diversi. Il ciclo di crescita decennale che stiamo vivendo è unico nella storia, non ne abbiamo mai visti di così prolungati. Questo periodo è sicuramente (stato) segnato da una politica monetaria molto espansiva. Il parziale restringimento negli Usa ha coinciso anche con la nuova politica fiscale dell’amministrazione Trump: per il gestore medio è stato molto difficile negli ultimi anni riuscire a ottenere risultati soddisfacenti”.

Temi di investimento

“Sul contesto globale noi teniamo una parte equity pari all’ 80% circa: oggi trovare valore sul mercato americano è estremamente difficile e non sta davvero pagando. Abbiamo un atteggiamento difensivo sull’esposizione azionaria e in termini di aree abbiamo un posizionamento in assoluto paritario tra Usa e Europa, intorno al 30% del fondo. Un ulteriore 18% è investito in economie emergenti sull’Area del Pacifico.

In termini assoluti l’America pesa quanto l’Europa ma in termini relativi abbiamo composizioni differenti: sottopeso sulla prima e una posizione superiore sulla seconda. L’Europa è più sottovalutata rispetto agli Stati Uniti, in particolare continuiamo a stare sul mercato italiano anche se in misura ridotta rispetto a un anno fa. Abbiamo colto l’occasione di ridurre l’esposizione quando ci sono stati i massimi per poi riposizionarci nel momento delle tensioni nel periodo delle elezioni e podo dopo, quando il Ftse Mib ha toccato il minimo.

Abbiamo incrementato l’esposizione anche sull’Inghilterra per Brexit e rimaniamo fuori dal mercato tedesco perchè è forse l’unico che si avvicina agli Stati Uniti. Il mercato giapponese dà ottimi risultati anche se caratterizzato da una grossa crescita degli utili, non compensato dalla crescita del mercato. E’ infine in corso un revisione della nostra strategia sui mercati emergenti: abbiamo rivisto il posizionamento equity sulla Cina che negli ultimi mesi ha sofferto poco delle svalutazioni e delle tensioni legate ai dazi”.

Redazione We Wealth
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