PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Rapporto p/e Usa-Cina: Wall Street costa il 55% in più

Rapporto p/e Usa-Cina: Wall Street costa il 55% in più

Salva
Salva
Condividi
Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

27 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Complessivamente, in Cina risiedono 1,4 miliardi di persone, circa un quinto della popolazione mondiale e oltre quattro volte la popolazione statunitense (329 milioni), una leva non trascurabile

  • Il rapporto prezzo/utile per azione dell’equity statunitense a dicembre 2019 si è attestato a 17,9 volte rispetto alle 11,5 volte delle A Shares cinesi e alle 8,3 volte delle H Shares di Hong Kong

Sessanta tagli dei tassi di interesse operati globalmente nel 2019, per un mercato che, oltre all’azionario, ha poche opzioni. “There’s no alternative” ha commentato David Older, head of equity e co-gestore del fondo Carmignac Patrimoine. Osservati speciali, ancora una volta, Usa e Cina

Dati alla mano, l’economia del Dragone (nonostante il Coronavirus)  si conferma tra i principali trend in cui investire nel 2020. L’intuizione è facile: se si guarda al numero di abitanti, in Cina risiedono complessivamente 1,4 miliardi di persone, circa un quinto della popolazione mondiale e oltre quattro volte la popolazione statunitense (329 milioni), una leva non trascurabile.

Secondo David Older, vi sono oggi due segmenti strategicamente interessanti: i mercati emergenti, con unfocus sulla Cina e su Hong Kong, e tutti quei settori passibili di una crescita secolare, tra cui la tecnologia, la digitalizzazione, l’healthcare e soluzioni di acquisto più smart.

Prezzo/utili per azione Usa: +55% rispetto ai p/e cinesi

“A livello strategico, riteniamo che il 2020 sia il giusto momento per incrementare la propria esposizione sulla Cina, in particolare su Hong Kong”, per due ordini di motivi: valutazioni più convenienti rispetto al resto del mondo (i p/e americani a dicembre 2019 viaggiavano a 17,9 volte rispetto alle 11,5 volte delle A Shares cinesi e alle 8,3 volte delle H Shares di Hong Kong); elevato potenziale settoriale per i temi chiave dell’economia moderna, quali healthcare (che beneficia dell’invecchiamento della popolazione) e fintech (guidato da un tasso di penetrazione di internet in costante crescita).

Osservato speciale a livello settoriale è ancora una volta la tecnologia, che potrebbe beneficiare della fase di tregua commerciale successiva alla firma della fase 1 dell’accordo tra Stati Uniti e Cina, permettendo alle realtà delle due economie di crescere in parallelo. I timori sull’eventuale mancata sigla di una fase 2, al momento, restano moderati.

In ambito di equity, grande interesse merita infine l’India, che grazie alle riforme strutturali in atto volte a rilanciare l’economia locale, potrebbe essere secondo l’esperto un bacino profittevole dal quale attingere per trovare opportunità.

“Personalmente, ritengo che le elezioni presidenziali 2020 saranno un buon catalizzatore di performance per il comparto azionario. Attualmente, acquistare protezioni sul mercato è molto costoso, motivo per cui riteniamo più strategico modulare la nostra esposizione per approfittare delle code del ciclo espansivo in essere”.

Sebbene non si possa escludere un evento inaspettato come furono le elezioni del novembre 2016, “credo che Donald Trump abbia buone possibilità di essere rieletto e che, per giungere al momento del voto col vento in poppa, il Tycoon cercherà di mantenere il più alte possibili le valutazioni di Wall Street” sostenendo di rimando il mercato dell’equity mondiale.

Gloria Grigolon
Gloria Grigolon
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Outlook e Previsioni"
ALTRI ARTICOLI SU "Carmignac"
ALTRI ARTICOLI SU "Azionari internazionali"