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Prospettive economiche incerte. Le imprese non hanno fiducia nel mercato

Prospettive economiche incerte. Le imprese non hanno fiducia nel mercato

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

29 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Il 50% delle società intervistate, in questo momento di incertezza, preferisce investire in ricerca e sviluppo

  • Il 52% pensa invece di investire in tecnologia. Percentuale in aumento rispetto al 2018 quando la percentuale registrata era del 37%

Secondo l’ultima indagine condotta da Grant Thornton le imprese ottimistiche sulle prospettive economiche da qui ai prossimi 12 mesi sono il calo del 7%

Positività non sarà la parola chiave per i prossimi 12 mesi. Solo il 32% delle società intervistate hanno infatti una visione ottimistica sulla crescita del mercato. Dato, secondo l’ultimo International business report di Grant Thornton, nettamente in calo se confrontato con il 39% di fine 2018.

In Italia il 36% delle aziende si dimostra ottimista sulla crescita del mercato nei prossimi 12 mesi, e entro il prossimo anno il 50% delle imprese ha intenzione di aumentare il proprio budget di spesa per investimenti in R&S. Il 6% delle aziende sostiene, al contrario, che le diminuirà. Sempre in termini di investimenti, quelli in tecnologia fanno segnare un costante incremento. Pensano infatti di aumentarli il 52% (dato in crescita rispetto al 37% registrato nel 2018.) Un buon segnale in prospettiva considerando che nel 2019 l’Italia si trova al 52° posto su scala mondiale per investimenti tecnologici.

A livello globale la poca positività nel futuro è data dall’incertezza economica, che rimane molto elevata. Quasi la metà delle imprese globali analizzate (46%) la identifica come un vincolo per la propria crescita, così come tra i fattori più limitanti per l’espansione internazionale. Altra spada di Damocle, per il  25% delle imprese, è l’attuale politica delle tariffe commerciali. A incidere negativamente sugli outlook, spiega il report,  ci sono poi, più in generale, la fragilità dei mercati finanziari e l’aumento dei prezzi energetici (prezzo del  petrolio cresciuto di un terzo nel 2019).

A livello globale si ripropone lo schema italiano. E dunque le società preferiscono investire nella qualità dei prodotti e dei servizi piuttosto che dimensionalmente. Il 45% delle aziende globali prevede infatti di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. E l’aumento atteso per questo genere di investimenti a livello globale è del +36%, il livello più alto mai registrato dal 2010.

 Andando più nel dettaglio “geografico” del report emerge come l’ottimismo europeo  rimane ostacolato dal protrarsi della stretta del mercato del lavoro. Il 43% delle imprese dell’Ue identifica infatti la mancanza di lavoratori qualificati come un vincolo alla crescita, un dato costantemente salito dal 2016, quando era al al 19%.

Secondo Alessandro Dragonetti, managing partner e head of tax di Grant Thornton spiega come “dopo un periodo di grande ottimismo e di forte crescita economica registrato nel 2018, l’ottimismo delle imprese a livello mondiale ha subito un calo attribuibile sia all’instabilità dei mercati finanziari, che ha caratterizzato il primo semestre del 2019, sia all’incertezza del panorama politico odierno. Nonostante un quadro generale piuttosto complesso, l’Italia sta reagendo bene e le aspettative sugli investimenti in R&S ne sono un chiaro segnale, soprattutto per quanto riguarda il settore del mid-market italiano, pilastro della nostra economia”.

 

 

Giorgia Pacione Di Bello
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