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Private banking italiano: bene il 2019, ma il 2020?

Private banking italiano: bene il 2019, ma il 2020?

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

16 Aprile 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • I dati del 2019 sul private banking in Italia (Liuc Business School e Banca Generali)

  • Il possibile scenario del settore nel 2020

  • L’intervista ad Anna Gervasoni, ordinario della Liuc e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio

I dati emersi dal Private banking index mostrano un 2019 positivo per il settore, ma l’emergenza coronavirus pone una serie di incognite sul 2020

Gli ultimi dati emersi dal Private banking index pubblicato dalla Liuc Business School e da Banca Generali, con il supporto di Goldman Sachs e Vontobel, fotografano un 2019 molto positivo per il comparto. Un risultato che ha mostrato grande continuità negli ultimi 5 anni con un trend in costante crescita dal 2015. Tuttavia, la crisi del coronavirus genera importanti incognite sull’andamento del settore nell’anno in corso. Ne abbiamo parlato con Anna Gervasoni, ordinario della Liuc – Università Cattaneo e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio.

I dati del 2019

L’indice riflette un settore del private banking “in salute”. Nello specifico, l’anno scorso, l’indicatore si è attestato a 122,54 punti base, in crescita di 6,48 pb rispetto al 2018, e di oltre 22 pb rispetto al dato del 2015 (che rappresenta l’anno zero con un valore pari a 100).

PBI
Private banking index (PB-I). Fonte: Osservatorio Liuc e Banca Generali

“In un mondo a tassi bassi, il private banking ha saputo cavalcare il desiderio dei risparmiatori di fascia alta di diversificare i propri investimenti e trovare nuovi prodotti”, spiega la Gervasoni a We Wealth, commentando il dato.

Nel costruire l’indice, l’osservatorio ha identificato 3 macroaree di influenza rilevanti, a loro volta declinabili in una serie di variabili determinanti:

  • l’andamento del settore del private banking, determinato da variabili quali le masse gestite, la clientela potenziale e i prodotti offerti;
  • l’evoluzione del contesto socio-economico di riferimento, che considera ad esempio lo stock di ricchezza delle famiglie italiane, l’andamento del Pil e l’evoluzione della concentrazione del reddito in ambito domestico
  • l’andamento dei mercati regolamentati domestici, analizzato attraverso il principale indice di borsa, nonché di alcuni cluster di imprese creati ad hoc dall’Osservatorio con riferimento al comparto finanziario in esame ed al luxury

Tra questi indicatori, che nel 2019 hanno mostrato un trend positivo generalizzato, a impattare in modo particolare è stata la capacità del comparto di “attrarre nuove masse e nuova clientela”, afferma la Gervasoni.

Un 2020 “complicato” da prevedere

Nel leggere gli indicatori che compongono la complessa equazione alla base dell’indice alla luce degli eventi che stanno segnando questo 2020, emergono considerazioni di varia natura.

La prima di queste, è legata alla capacità di generare nuovo risparmio, catturata da alcuni indicatori. “In un momento di crisi per le aziende e nel quale i professionisti sono chiusi a casa, anche le famiglie benestanti faranno più fatica a generare ricchezza” sottolinea la Gervasoni. Un secondo tema, riguarda l’andamento dei mercati: va da sé che il trend ribassista dei mercati non può che influire negativamente sui risparmi degli italiani. C’è però un terzo elemento, evidenzia la Gervasoni, “più difficile da valutare”. Questo è relativo allo spostamento di una parte di liquidità, precedentemente parcheggiata sui conti correnti degli italiani, verso l’ombrello del private banking. Un possibile trend che potrebbe verificarsi in risposta al bisogno di sicurezza e di confronto con un consulente finanziario da parte dei risparmiatori.

L’anno scorso la crescita è stata ponderata, con un andamento generalmente positivo per tutti gli indicatori, sottolinea la Gervasoni, che avverte: “il 2020 potrebbe avere dei segnali opposti sulle varie aree, non sappiamo ancora in quale direzione: per questo potrebbe essere un anno più complicato da leggere – e conclude – molto dipenderà anche da quali risposte daranno gli attori del private banking a questa fase, ad esempio tramite la creazione di nuovi prodotti”.

Virginia Bizzarri
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