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Previsioni mercati: un 2020 senza mezze misure

Previsioni mercati: un 2020 senza mezze misure

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

16 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Quali sono le previsioni per i mercati, in questo 2020 appena iniziato? I rischi geopolitici alzeranno ancora la coda, il rialzo azionario che dura da un decennio si arresterà? Risponde Peter Van der Welle, strategist di Robeco

Previsioni e mercati, l’outlook di Robeco

Nella sua giornata milanese, Peter Van der Welle, strategist di Robeco, ha svelato le sue previsioni per questo 2020.

2020, previsioni: la fine dei rischi geopolitici?

Brexit e guerra commerciale fra Cina e Usa hanno attanagliato le prospettive economiche europee e globali nel 2019. Ora però questi rischi appaiono decisamente attenuati. Anche il fronte mediorientale non  dovrebbe costituire un problema, a meno di gravi shock negativi dell’offerta.

Il ciclo economico globale dovrebbe protrarsi ancora nel corso del prossimo anno. I segnali di una stabilizzazione e di un futuro miglioramento degli indici Pmi manifatturieri sono aumentati. Al contempo, le condizioni finanziarie rimarranno favorevoli, grazie soprattutto alle politiche monetarie persistentemente espansive delle banche centrali di tutto il mondo.

La remota eventualità di una hard Brexit e del completamento della fase due degli accordi Cina – Usa non disturbano lo scenario di Robeco. Per quanto riguarda Dragone e Aquila, basterà il negoziato appena firmato a ridare fiato alle imprese globali.

Il ciclo economico non morirà nel 2020

L’economia statunitense non dovrebbe scivolare in una recessione poiché l’occupazione, la spesa per i consumi e i servizi continuano a mostrare una buona tenuta. L’inizio di una fase recessiva è più probabile dopo il 2020. La crescita del Pil cinese è destinata a rallentare ulteriormente. Le dinamiche demografiche, gli elevati livelli di debito societario e la transizione da un’economia incentrata sugli investimenti a un modello trainato dai consumi rendono ineludibili tassi di crescita strutturalmente più bassi.

Quanto all’Europa, le prospettive di crescita del Pil si confermano modeste e ci aspettiamo una crescita sotto le aspettative ma sopra l’1%. La Germania è alle prese con il cambiamento secolare che sta interessando l’industria automobilistica mondiale e con una minore crescita delle esportazioni, in parte legata alla guerra commerciale Usa -Cina.

Una parziale ripresa dell’economia tedesca è attesa sulla scia di una modesta crescita del commercio globale. Altre importanti economie dell’eurozona, come Francia e Spagna, evidenzieranno un’espansione più sostenuta, ma comunque inferiore al trend.

Non esiste una via di mezzo

E se queste previsioni si rivelassero errate? Non esiste uno scenario intermedio. Se le circostanze dovessero volgere al peggio, i mercati azionari potrebbero subire una flessione superiore al 20%.

In questo scenario alternativo, il percorso verso una recessione negli Stati Uniti è irreversibile, in quanto le banche centrali sono dietro la curva, mentre lo spazio di politica monetaria convenzionale è limitato. Il settore manifatturiero non registrerà una ripresa e contagerà con la sua debolezza altri ambiti.

Gli utili societari si indeboliranno ulteriormente, causando insolvenze dapprima tra le aziende di qualità inferiore e quindi tra le altre. La disoccupazione comincerà ad aumentare e la spesa dei consumatori diminuirà, provocando una contrazione del Pil. Le banche centrali dovranno allentare il più possibile la politica monetaria.

Teresa Scarale
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