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Pramerica punta sugli Esg nel 2019

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Pramerica punta sul rafforzamento delle strategie Esg, non solo con il lancio di nuovi fondi ma anche attraverso l’adozione di un approccio socialmente responsabile in molteplici ambiti aziendali

  • Nel 2018 Pramerica ha aumentato la propria quota di mercato, passando dal 2,82% del 2017 al 2,88% dello scorso anno

Nel 2019 Pramerica punterà sugli Esg. Verranno lanciati due fondi: uno avrà ad oggetto l’acqua e l’altro le basse emissioni di carbonio

Il 2018 è stato un anno difficile. E i player del risparmio gestito in Italia hanno dovuto fare i conti con mercati particolarmente dinamici, caratterizzati da un aumento della volatilità e dalla forte correlazione al ribasso di tutte le asset class. Latrade war tra Usa e Cina e la Brexit continuano ad essere “osservate speciali”  a livello globale. A queste si sommeranno le incertezze sull’esito delle prossime elezioni europee, la fine dell’era Draghi e la possibile emissione di un nuovoTltro  da parte della Bce in questo 2019.

Pramerica, nonostante le incertezze, ha però reagito bene a queste incognite. La società ha infatti aumentato la propria quota di mercato (passando dal 2,82% del 2017 al 2,88% dello scorso anno) e dei 5 miliardi circa di raccolta netta di fondi aperti e gestioni di portafoglio dell’intera industria, il 30% (1,5 miliardi) è stato raccolto da Pramerica.
“Questi risultati e, in generale, l’eccessivo pessimismo dei mercati già scontato nel corso del 2018, ci spingono a guardare in modo fiducioso a questo nuovo anno” – dichiara Andrea Ghidoni, Amministratore delegato e direttore generale di Pramerica Sgr. “ Siamo alle porte di un nuovo ciclo economico che presenta caratteristiche differenti da quelli precedenti, a partire – come abbiamo visto – dal ruolo che la politica gioca nell’influenzare i mercati”.

Per continuare a essere uno dei principali player del mercato dell’asset management in Italia, Pramerica sta lavorando a migliorare l’impegno in ambito strategie Esg. E’ infatti previsto il lancio di due fondi uno che avrà come oggetto l’acqua e l’altro le basse emissioni di carbonio. Inoltre Pramerica, nel corso del 2019, vorrà anche lanciare la gestione patrimoniale Esg.

Le incertezze politiche: elezioni europee e americane

Fabrizio Fiorini, responsabile degli investimenti e vice direttore generale di Pramerica è fiducioso in merito alle elezioni europee. “Le elezioni europee di maggio potranno causare fasi di volatilità nei mercati, in particolare, nelle settimane precedenti se cresceranno i timori di un’affermazione delle correnti populiste e sovraniste. Il timore è che possano affermarsi politiche protezionistiche che sarebbero di freno al commercio internazionale e alla crescita economica. Sembra però improbabile che le diverse correnti, nate nei singoli Paesi, si accordino su un fronte comune” dichiara Fiorini.

Per quanto riguarda gli Usa la situazione è diversa. Il rischio politico ha sicuramente influenzatopesantemente i mercati nel 2018. Il mercato azionario statunitense- sottolinea John Praveen, Phd, Portfolio Manager del team global multi-Asset Solutions di Qma (Pramerica Financial)- ha riportato una flessione del 6% nel 2018 nonostante una crescita ragguardevole del PIL (3%) e utili societari brillanti (25%). I fattori determinanti sono stati, in larga misura, il ciclo di rialzo dei tassi intrapreso dalla Fed, l’escalation delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina e altri fattori di incertezza a livello globale, in particolare lo stallo sulla Brexit. Ciò nonostante, con l’inizio del 2019 i rischi e i venti contrari sul fronte politico si sono attenuati in seguito alla temporanea sospensione dei rialzi dei tassi da parte della banca centrale americana e all’avvio di trattative commerciali fra Stati Uniti e Cina.

Potrebbe essere verosimile un accordo commerciale fra Usa e Cina soprattutto se Trump decidesse di mettere a segno una vittoria politica simbolica, anche in vista delle elezioni che si terranno nel 2020. Inoltre, un accordo commerciale con la Cina contribuirebbe a sviare l’attenzione di questioni politiche interne, in particolare relativamente al finanziamento della costruzione del muro, all’indagine di Mueller e alla procedura di impeachment che i Democratici minacciano di intraprendere.

Il ruolo della Bce

Per Fiorini è importante che la Banca centrale resti in ascolto di ciò che succede nell’economia dell’area euro, e non solo, per evitare un restringimento indesiderato delle condizioni finanziarie che potrebbe compromettere la crescita economica, già in fase di rallentamento per diversi motivi. “Un nuovo targeted longer-term refinancing operations (Tltro), nel momento in cui vengono a scadenza quelli lanciati nel periodo della crisi del debito pubblico, sarebbe di aiuto al sistema bancario. Di questo aspetto favorevole, potrebbero beneficiare in particolare le banche di Paesi per cui il costo del funding è più alto, come quelle italiane” conclude Fiorentini.

Giorgia Pacione Di Bello
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