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Portafoglio ai tempi del covid: le asset class per non sbagliare

Portafoglio ai tempi del covid: le asset class per non sbagliare

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

19 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Credit Suisse ha pubblicato “House view di Credit Suisse-Investment solutions & products”, nota con la quale esprime i suoi giudizi sul potenziale di crescita delle tradizionali asset class

  • L’azionario sia globale che emergente mostra un potenziale interessante di crescita. Sul fronte del reddito fisso per gli investitori è invece meglio prediligere l’obbligazionario societario

  • Se da una parte il dollaro continuerà la sua traiettoria al ribasso e dall’altra ci sarà un ritorno dell’inflazione, le materie prime, soprattutto i metalli preziosi, saranno un’asset class vincente. Senza dimenticare l’immobiliare Usa

Tra elezioni americane e nuova ondata epidemica le incertezze che tormentano i mercati, e gli investitori, non sono poche. Qual è la strategia di portafoglio per stare a galla?

I tempi sono incerti, gli schemi di portafoglio saltati, e ora più che mai ci si chiede quali siano le asset class che possano al contempo fornire riparo dagli scossoni dei mercati e lenire l’ansia degli investitori con un segno più anteposto alla performance. Credit Suisse ha diramato una nota dove analizza il potenziale di crescita dei maggiori comparti d’investimento nei prossimi tre/sei mesi. In un contesto in cui l’istituto elvetico si aspetta un rallentamento dell’attività industriale e più in generale della crescita economica, anche alla luce di un rischio di una riduzione degli stimoli fiscali, qual è l’asset allocation migliore?

Obbligazionario governativo e societario

Nella quota di portafoglio destinata al reddito fisso l’esposizione sull’obbligazionario governativo, secondo Credit Suisse, dovrebbe essere ridotta mentre al contrario quella sull’obbligazionario societario aumentata.

I titoli governativi infatti non presentano grandi opportunità. Ci si aspetta un modesto irripidamento della curva, con i tassi a lunga scadenza, spinti verso l’alto per via della spesa fiscale, e quelli a breve ancorati su livelli bassi. In questo contesto la strategia migliore potrebbe essere il sottopeso dei titoli di Stato per approfittare di aumenti futuri dei rendimenti, legati ad una ripresa economica che avverrà solo una volta superati i rischi dell’epidemia. Esporsi a duration breve negli Usa, nell’Eurozona e in Svizzera e ad obbligazioni Usa indicizzate all’inflazione potrebbe essere la strategia di portafoglio che nel breve risulterà vincente.

Sul lato corporate sia le obbligazioni investment grade, (titoli a rischio più contenuto), sia le high yield, (titoli esposti a una maggiore probabilità di default), dovrebbero essere sovrapesate dagli investitori all’interno del portafoglio. Per quanto le prime le migliori opportunità di investimento potrebbero essere sui settori ciclici, tra tutti quello automobilistico, mentre da un punto di vista geografico i più interessanti sono i titoli asiatici, quelli bancari della Turchia e i titoli di credito crossover dell’America Latina. Sul fronte high yield invece sotto i riflettori ci sono i titoli finanziari subordinati europei e i titoli asiatici di rating B o BB, con fondamentali buoni.

Azionario globale e emergente

Sul fronte equity, la previsione è all’insegna dell’ottimismo sia per i mercati sviluppati sia per i mercati emergenti, anche alla luce dei dati del terzo trimestre. Ciò nonostante nel più breve termine ci si aspetta alta volatilità dovuta alle incognite delle elezioni americane e dell’andamento dei contagi. L’allocazione azionaria deve essere dunque prudente. Per quanto riguarda le economie avanzate Svizzera, Germania e Hong Kong sono i paesi a più alta forza attrattiva, per via da una parte di utili robusti e dividendi resilienti e dall’ altra di ciclicità dei mercati che può migliorare la qualità. Comparto sanitario e materiali sono invece i settori invece su cui è meglio puntare. Il sanitario è infatti un settore resiliente ai momenti di difficoltà economica mentre i materiali dovrebbero beneficiare della forte crescita cinese e degli investimenti nelle infrastrutture. Sconsigliata invece l’esposizione sull’industriale.

A livello aggregato ci sono segnali positivi per credere in una dinamica al rialzo dei mercati emergenti: stimoli senza precedenti a livello fiscale e monetario in tutto il mondo, una valutazione interessante rispetto ai mercati sviluppati, ripresa economica, prezzi delle materie prime elevati e un dollaro debole. Si prevede poi una sovraperformance dei paesi asiatici sul resto dei paesi emergenti, grazie a una migliore gestione della pandemia e a rallentamenti dell’economia meno profondi e più brevi. Brasile, Cina e Taiwan sono i paesi per non sbagliare, mentre India e Arabia Sauditi sono quelli a più alto rischio.

Materie prime e valute

Le aspettative di inflazione in aumento, per via degli ingenti stimoli fiscali e monetari e al contempo per l’accenno di ripresa economica, hanno stimolato l’interesse degli investitori verso gli asset reali. Nel campo energetico il petrolio, è a livelli ancora bassi e fintanto che la distribuzione di un vaccino non placherà le paure dei consumatori, la domanda, seppur destinata a crescere, non tornerà ai livelli pre-crisi. Su invece metalli preziosi e metalli industriali vige un giudizio positivo nel medio termine. In particolare i primi beneficeranno di un dollaro destinato ad ulteriore deprezzamento, tassi bassi, e un leggero ritorno dell’inflazione.

Da un punto di visto valutario, come sottolineato, il dollaro, per via della politica accomodante della Fed, si deprezzerà ancora nei prossimi 12 mesi. Sebbene anche in Europa si stia seguendo una politica fiscale e monetaria importante, l’euro rimane una valuta stabile, in quanto i rischi estremi della zona euro sono diminuiti considerevolmente, con l’accordo completo dell’UE raggiunto il mese scorso sul budget comune e il piano per la ripresa. Il cambio sterlina/dollaro, nonostante sia ancora probabile che si arrivi ad un accordo sulla Brexit, dovrebbe restare volatile. Valute su cui scommettere sono invece corona svedese, norvegese, dollaro neozelandese, sulla base delle basse valutazioni e della loro natura maggiormente ciclica.

Immobiliare

Gli immobili quotati hanno espresso una sovraperformance rispetto alle azioni globali sull’arco degli ultimi 30 giorni (Msci world real estate: +0,9% rispetto a –0,4% dell’Msci world). Tuttavia il giudizio sugli immobili globali quotati è neutrale. Se da una parte le aspettative sugli utili rispetto alle azioni generali sono basse in un’ottica storica, dall’altra sempre in logica comparativa i multipli di valutazione sono modesti mentre i tassi d’interesse bassi forniscono ancora sostegno. Giudizio invece positivo sul mercato statunitense, dove le aspettative sugli utili sono più alte e l’esposizione settoriale è relativamente diversificata e difensiva.

view Credit Suisse
View di Credit Suisse sulle diverse asset class. Fonte: Credit Suisse
Lorenzo Magnani
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