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Un ponte fra tech e ambiente, è il New European Bauhaus

Un ponte fra tech e ambiente, è il New European Bauhaus

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

14 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Il New European Bauhaus è il nuovo impegno europeo per la rivoluzione verde dell’economia europea, un passo che segue il Green Deal 2050. Con un nome preso dalla storia dell’arte, la presidente Von der Leyen fa il suo annuncio proprio nel giorno in cui la Lagarde dichiara che la Bce comprerà sempre più green bond

Il New European Bauhaus è il nuovo impegno europeo per la rivoluzione verde dell’economia europea, un passo che segue il Green Deal 2050. Con un nome preso dalla storia dell’arte, la presidente Von der Leyen fa il suo annuncio proprio nel giorno in cui la presidente della Bce Christine Lagarde dichiara che la Bce comprerà sempre più green bond per correggere i “fallimenti del mercato”.

Un nuovo passo verso una cultura green europea

Von der Leyen dichiara che “affrontare il cambiamento climatico e prendersi cura del nostro ambiente ci impone di ripensare al modo in cui viviamo. Questo è il motivo per cui abbiamo fatto del Green Deal europeo la nostra priorità. Stiamo facendo tutti i passi, uno per uno, per arrivarci”.

Il New European Bauhaus è una strategia per il rinnovamento e “ci aiuterà a ridurre le emissioni e la povertà energetica, porterà vantaggi economici, ambientali e sociali”. L’intero quadro del Green Deal europeo è “un cambiamento sistemico”. E serviranno “ampio impegno, ampio supporto e molta innovazione e creatività”. La “creatività” ha suggerito il nome di Bauhaus, dalla scuola di arte e design fondata da Walter Gropius operante in Germania dal 1919 al 1933.

Non ha timore la presidente della Commissione di appellarsi a “una nuova estetica” per il Green Deal europeo, capace di combinare “un buon design alla sostenibilità”. Il New Bauhaus vuole “avvicinare il Green Deal europeo alle menti e alle case delle persone, rendendo tangibile il comfort e l’attrattiva di una vita sostenibile. Un buon design può migliorare la vita”. E il New Bauhaus “dimostrerà che quello che è necessario può anche essere bello”, ha proseguito la presidente.

La presidente ha spiegato che “sarà uno spazio di riflessione e di sperimentazione. Sarà un forum di discussione, un laboratorio di sperimentazione, un acceleratore per nuove soluzioni, un hub per reti globali ed esperti, un luogo di incontro per i cittadini interessati all’argomento”.

Le tre fasi del New European Bauhaus

Tre le fasi del progetto. La prima è quella di progettazione: “vogliamo attingere all’esperienza e all’impegno di designer, architetti, artisti, esperti digitali, scienziati, imprenditori, ingegneri e studenti”, ha detto Von der Leyen. Poi, vi è il passo della consegna di cinque progetti in diversi Stati Ue. Tutti impegnati nella sostenibilità, unita ad arte e cultura, ciascuno adattato alle condizioni locali e con un focus specifico come materiali da costruzione naturali, efficienza energetica, dati demografici, mobilità orientata al futuro o innovazione digitale efficiente sotto il profilo delle risorse”, ha aggiunto von der Leyen. La terza fase infine sarà dedicata alla “diffusione delle idee”. Perché “la vocazione del Bauhaus europeo è crescere e spingersi oltre i confini dell’Europa”.

Bisogna cambiare la mentalità ed è necessari impegnarsi in “dibattiti culturali”. Il New European Bauhaus fa parte della nostra visione più ampia: costruire il mondo di domani per un futuro più verde, più bello e umano”, ha concluso Ursula Von der Leyen.

Teresa Scarale
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caporedattore
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