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Pmi, è il momento giusto per quotarsi?

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

28 Dicembre 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Mastagni (Dgpa&Co): “le politiche di buy&hold tipiche degli investitori del mercato Aim rendono il mercato stesso molto meno suscettibile agli eventi macroeconomici e alle relative incertezze che gravano invece sugli altri mercati”

  • “Il prezzo restituito dal mercato nel breve termine non è necessariamente puntuale rispetto al valore sottostante; ciononostante anche su Aim nel medio-lungo termine il prezzo si allinea sempre all’andamento dei suoi fondamentali”

  • “Le potenzialità della società rappresentano la vera discriminante da valutare per decidere se affrontare o meno il processo di quotazione”

Per Emmanuele Mastagni, partner di Dgpa&Co, l’ottica buy&hold, tipica degli investitori del mercato Aim, garantisce alle pmi quotate un prezzo allineato ai fondamentali nel medio-lungo termine e meno soggetto alle oscillazioni di mercato

Per una pmi, intraprendere la strada della quotazione può aprire importanti opportunità. Ma, in un periodo straordinario come quello attuale, è lecito chiedersi se il timing per sbarcare in Borsa sia quello corretto e quali siano le implicazioni in termini di valorizzazione. Emmanuele Mastagni, partner di Dgpa&Co, racconta a We Wealth la sua view sul tema.

In momento di forte incertezza come quello attuale, ha senso per una pmi valutare la strada della quotazione?

Raccogliere risorse da destinare alla crescita della propria impresa attraverso la quotazione su Aim Italia è sicuramente un’alternativa percorribile e di crescente interesse per le pmi italiane, come dimostrato anche empiricamente dal numero di quotazioni registrate in questo famigerato 2020. Il mercato Aim accoglie pmi, microimprese e addirittura start-up ed è caratterizzato, pertanto, da dinamiche molto diverse rispetto ai normali mercati azionari. Per esempio, le politiche di buy&hold tipiche degli investitori del mercato Aim rendono il mercato stesso molto meno suscettibile agli eventi macroeconomici e alle relative incertezze che gravano invece sugli altri mercati.

Perché considerare questa opzione rispetto ai mercati privati?

Al contrario di quanto si possa credere, solitamente l’apertura privata del capitale a un socio, sia esso istituzionale o meno, è un processo che vincola maggiorente la società rispetto all’ipotesi della quotazione, soprattutto quando l’investimento riguarda la minoranza del capitale di una pmi. L’assenza di un mercato di riferimento per la partecipazione e la necessità di protezione del proprio investimento all’interno di un soggetto a cui serve tempo per crescere, portano il socio di minoranza ad esercitare una forte influenza sia sulla gestione ordinaria che straordinaria, spesso con l’obiettivo di una relativamente rapida e difficoltosa uscita. Al contrario, la presenza di un mercato di riferimento e di una pluralità di investitori generano delle dinamiche che permettono alla società quotata di mantenere una maggiore flessibilità interna; a parità di altre condizioni, solitamente è questa la discriminante principale che porta una società a valutare un percorso rispetto all’altro.

Sbarcando in Borsa nel mezzo della pandemia non si rischia che la pmi venga poco valorizzata?

In termini di valorizzazione è bene distinguere due momenti: la fase di quotazione e il post quotazione. In sede di raccolta il mercato Aim è un mercato che si dimostra liquido grazie alla presenza di investitori strutturati che sanno riconoscere e apprezzare le equity story di crescita delle società; questi soggetti, liquidi nonostante le contingenze legate al Covid, sono scarsamente interessati al contesto macroeconomico di breve periodo perché investono nelle società con un’ottica di crescita di medio-lungo termine, valorizzandole in base alle loro potenzialità. Questa ottica buy&hold influisce sulla valorizzazione post quotazione in quanto rende il flottantereale molto più limitato, riducendo sensibilmente il turnover del capitale rispetto a quanto accade su altri mercati. Accade spesso infatti che per diverse settimane, se non mesi, il prezzo dei titoli Aim si muova con scambi molto limitati e che, pertanto, sia determinato da scarsi volumi. Per queste ragioni, il prezzo restituito dal mercato nel breve termine non è necessariamente puntuale rispetto al valore sottostante; ciononostante anche su Aim nel medio-lungo termine il prezzo si allinea sempre all’andamento dei suoi fondamentali, spesso valorizzandolo addirittura di più che nel mercato private.

Prima di rivolgersi al mercato, quali sono le caratteristiche che un’azienda deve necessariamente possedere per ottenere il massimo dalla quotazione?

Essendo un mercato che accoglie addirittura le start up, risulta evidente che il volume di affari conseguito e la struttura interna non siano necessariamente delle caratteristiche fondamentali per le pmi che vogliono quotarsi. Le potenzialità della società rappresentano la vera discriminante da valutare per decidere se affrontare o meno il processo di quotazione; esser leader di un mercato nuovo e in crescita ovvero avere un prodotto/modello di business che permetta di penetrare mercati maturi sono alcuni esempi di equity story apprezzate dagli investitori che intervengono sul mercato Aim. Di fatto, tutte le società caratterizzate da grandi potenzialità di crescita e che necessitano di risorse per sostenerla possono valutare il processo di quotazione su Aim e, in generale, su tutti i sistemi multilaterali di negoziazione come l’Aim; essendo però dei mercati estremamente peculiari, prima di avviare il processo è importante valutare l’ipotesi di quotazione assieme a chi ha una profonda conoscenza di tali mercati atipici e delle loro dinamiche.

Emmanuele Mastagni, partner di Dgpa&Co
Virginia Bizzarri
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