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Pimco sostiene le banche Uk, anche in caso di ‘no deal’

Pimco sostiene le banche Uk, anche in caso di ‘no deal’

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Francesca Conti
Francesca Conti

31 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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Secondo gli analisti del colosso della gestione obbligazionaria, le banche del Regno Unito sono state “indebitamente punite” dagli investitori

Analisti e investitori hanno già dipinto l’ipotesi di un’uscita ‘disordinata’ del Regno Unito dall’Unione europea, ovvero senza accordi, con tinte piuttosto fosche. Una voce fuori dal coro arriva però da Pimco, tra i colossi della gestione obbligazionaria globale. Secondo l’ultimo outlook a cura di Erin Browne, Geraldine Sundstrom e Mihir P. Worah, le banche del Regno Unito sono una delle scelte di investimento migliori del 2019.

Per la società, gli istituti di Londra sono stati – insieme ai promotori immobiliari cinesi e ai master limited partnerships statunitensi – tra gli investimenti “indebitamente puniti” dal mercato. “Vediamo opportunità interessanti nel settore bancario del Regno Unito, che combina solidi fondamentali di credito in miglioramento e valutazioni interessanti” sulle obbligazioni, scrivono Browne, Sundstrom e Worah.

L’ottimismo dei gestori sorprende di fronte alle crescenti preoccupazioni di uno shock per il settore bancario del Regno Unito e per l’economia più in generale in vista di una Brexit senza accordi. A inizio di gennaio l’agenzia di rating S&P aveva avvertito che un esito simile dei negoziati avrebbe potuto portarla a rivalutare i rating delle banche Uk. Possibilità di un ‘no deal’ che sono aumentate dopo che ieri il primo ministro Theresa May ha ricevuto l’incarico dal Parlamento di tornare a negoziare con l’Europa.

Ma secondo gli autori del report di Pimco la probabilità di una Brexit “caotica” e “senza accordo” è “bassa”. E “anche nell’ipotesi improbabile che questo rischio specifico si verifichi”, le forti posizioni patrimoniali delle banche del Regno Unito le hanno rese “molto resistenti nel caso di una recessione macroeconomica”, come “ha concluso anche la Banca d’Inghilterra nel suo recente stress test”. Le banche della City “tendono ad essere negoziate con uno sconto significativo rispetto al resto del settore finanziario, un divario che si è ulteriormente ampliato dalla fine del 2018”, sottolineano i gestori di Pimco.

L’incertezza legata alla Brexit ha già spinto diversi istituti britannici a prepararsi allo scenario peggiore. Il 30 gennaio, ad esempio, è emerso che Barclays si starebbe preparando a trasferire asset dal valore di 190 miliardi di euro (217,2 miliardi di dollari) alla divisione irlandese, come parte del piano di preparazione a un’eventuale Brexit senza accordi. Lo stesso giorno il cancelliere britannico Philip Hammond ha tentato di placare i timori delle istituzioni finanziarie rispetto all’impatto della Brexit sull’economia, dicendo a circa 300 dirigenti della City: “Naturalmente, capisco la vostra frustrazione nei confronti del processo di negoziazioni sulla Brexit. Non posso far andare via né frustrazione né il processo”.

Francesca Conti
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